Chiuso il viadotto del Liscione sulla statale Bifernina

Terremoto Montecilfone (Cb); serie di scosse, magnitudo 5,2. La gente impaurita dorme nelle auto

di Paolo Padoin - - Cronaca

Il terremoto di San Giuliano di Puglia

CAMPOBASSO – E’ stato l’ultimo di una serie di terremoti che dal 2009 si susseguono con un ritmo sostenuto,
sicuramente più intenso rispetto a quello osservato fra il 1990 e il 2009: il sisma avvenuto alle 20:19 del 16 agosto in Molise, 4 chilometri a Sud-Est di Montecilfone (Campobasso) arriva dopo quelli che hanno scosso L’Aquila, l’Emilia Romagna e poi Amatrice, Norcia e Campotosto. Fortunatamente non si sono registrati danni perché la sua magnitudo, compresa fra 5.1 e 5.2, è inferiore a quella di 5.5, che in media può generare danni.
E’ questo, ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni, uno degli
elementi importanti per capire come mai nella zona non siano avvenuti danni agli edifici. «L’altro elemento – ha aggiunto – è la profondità, che secondo i primi calcoli potrebbe essere compresa fra 9 e 19 chilometri. Anche la profondità di un terremoto può incidere molto sulla capacità di danneggiare gli edifici: più un terremoto è profondo, meno danni genera. Nel caso del terremoto in Molise il valore della profondità non è ancora definitivo potrebbe essere compreso fra 9 e 19 chilometri».

Hanno però trascorso la notte in auto le popolazioni dei centri più colpiti dal terremoto di ieri sera in Basso Molise, Palata, Montecilfone, Acquaviva Collecroce, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Larino e Guardialfiera, tutti in provincia di Campobasso. La scosse di magnitudo 5.1 delle 20.19 e di 4.4 delle 22.22, con
epicentro a Montecilfone, hanno seminato il panico tra le famiglie che, se non in auto, hanno preferito trascorrere la
notte a casa di amici o parenti in località della costa dove il sisma è stato sì avvertito, ma non sono state registrate lesioni a edifici. A Montecilfone è stata messa a disposizione della popolazione la scuola elementare, considerata dal sindaco, Franco Pallotta, edificio sicuro; a Palata le vetture si sono concentrate nelle zone più aperte del paese. All’alba la Onlus Sae112  di Termoli e la Protezione civile di Portocannone hanno montato alcune tende a Guglionesi.

Chiuso un tratto della statale 647 Bifernina, in particolare il viadotto sull’invaso artificiale della diga del Liscione nella zona di Guardialfiera dove sono in corso verifiche su alcuni impalcati del viadotto che avrebbero mostrato leggere anomalie dopo le scosse di terremoto di ieri sera di magnitudo 5.1 delle 20.19 e 4.5 delle 22.22. La decisione è stata presa nella notte proprio per consentire verifiche strutturali sul ponte, lungo circa 4,5 km.

La sequenza in corso in Molise, nella quale alla scossa principale ne sono seguite altre di magnitudo superiore a 4, è
generata da un meccanismo diverso rispetto a quelli dei terremoti più recenti dell’Italia Centrale: mentre questi sono
scatenati da un movimento di tipo estensionale, quello della provincia di Campobasso ha una dinamica simile a quella del terremoto a San Giuliano di Puglia del 2002, con un movimento di tipo trascorrente, nel quale la crosta terrestre si muove in modo orizzontale.
Resta l’interrogativo se la frequenza maggiore che si sta osservando nei terremoti rispetto a quella registrata nel
periodo compreso fra il 1990 e il 2009 possa suggerire una similitudine con quanto accadde negli anni fra il 1904 e il
1920, quando avvennero ben 15 terremoti, fra i quali quelli disastrosi di Messina del 1908 e quello della Marsica del 1915. «E’ solo un’osservazione – ha rilevato Doglioni – e non ci sono al momento elementi per trarre conclusioni e stabilire che una situazione simile a quella dell’inizio del ‘900 potrebbe ripetersi. Sicuramente serve una maggiore conoscenza dei terremoti».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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