La famiglia cerca di giustificarsi

Cortina: a casa Benetton non c’è stata una festa, ma un incontro (pranzo per 70 persone) per commemorare Carlo

Cortina d’Ampezzo

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO), – Un incontro di famiglia, non una festa, quello che si è svolto a Ferragosto nella villa di Giuliana Benetton, a Cortina, il giorno dopo il disastro di Genova. Così fonti vicine ai Benetton confermano all’ANSA il pranzo del 15 agosto nel capoluogo ampezzano, che ha riunito nella casa di Giuliana tutta la famiglia di Ponzano e gli amici.
Si trattava – spiegano le stesse fonti – di una riunione prevista da tempo per commemorare Carlo Benetton, uno dei quattro fratelli fondatori dell’azienda, scomparso il 10 luglio scorso. Un pranzo per una settantina di invitati, a base di pesce, organizzato con un servizio di catering.
Un evento di cui ha dato notizia il quotidiano La Verità presentandolo come una festa e che ha suscitato polemiche e indignazione sui social, proprio perché tenuto mentre a Genova si scavava ancora tra le macerie del ponte Morandi.

La precisazione della famiglia in realtà sembra confermare la circostanza, anche se definisce incontro e non festa il pranzo per una settantina d’invitati, per commemorare Carlo Benetton. Normalmente le persone scomparse si commemorano in altro modo, e infatti a Genova i morti sono stati onorati diversamente.

I padovani direbbero: «xe pèso el tacòn del buso», peggio la toppa del buco.

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