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Sesto San Giovanni (Mi): primo sgombero, senza problemi, applicata la circolare Salvini

MILANO – E’ andato a buon fine, ma non senza affanni e polemiche, il primo sgombero che, nel Milanese, ha coinvolto una collettività dopo la nuova circolare del Viminale sulle occupazioni abusive. Direttiva che ha suscitato un dibattito sulle contrapposte necessità di far rispettare la legalità da una parte e tutelare le fasce deboli dall’altra.
Oggi, infatti, a Sesto San Giovanni, le forze dell’ordine hanno liberato in via Don Mapelli uno stabile dove un collettivo denominato «Aldo dice 26×1» aveva ricoverato un centinaio di persone sgomberate da Milano, ed è stato subito rimpallo di responsabilità tra il capoluogo lombardo e il comune limitrofo, mentre le soluzioni trovate per le persone in difficoltà – rifugiatesi a Milano – sono destinate a complicarsi al prossimo sgombero, in programma per il 6 settembre, di nuovo a Milano.
A chiedere a gran voce l’intervento della forza pubblica era stato proprio il sindaco di Sesto – non nuovo a un atteggiamento rigido verso le occupazioni – appellandosi direttamente al ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
L’operazione è scattata alle 7 ed è stata coordinata dalla Questura di Milano, senza particolari problemi di ordine pubblico. Il problema invece è nato dalla trentina di adulti e soprattutto dai 25 bambini che la polizia si è trovata a dover allontanare, tutti nuclei famigliari (un’altra ventina di
persone se ne sono andate spontaneamente). Alla fine la maggior parte degli occupanti (compresi quelli che stamani non erano presenti) sono tornati nello stabile di Milano, in via Oglio,
che avevano dovuto lasciare prima di occupare a Sesto, tanto che nel primo pomeriggio nella palazzina al Corvetto si registrano oggi già oltre 100 presenze.
«E’ stata ristabilita la legalità, ha affermato trionfante Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, che denuncia il tentativo di scaricare politiche abitative fallimentari sul territorio del suo comune. Di parere opposto il Comune di Milano, dove era già stato predisposto un piano di assistenza per le fasce deboli in vista proprio dell’imminente sgombero dello stabile in via Oglio (previsto per il 6 settembre), e dove nel pomeriggio si è svolta una riunione d’urgenza. Di certo
verrà garantita l’assistenza abitativa già concordata con la prefettura, e si sta cercando di estendere la platea delle persone assistite, tra cui molte famiglie di stranieri, soprattutto sudamericani.
«Noi abbiamo già i nostri – ha tuonato il sindaco Di Stefano – e queste persone erano tutte in carico a Milano. Sul nostro territorio abbiamo un altro stabile occupato, e quando verrà sgomberato assisteremo sicuramente, tra una sessantina di occupanti, quelli che hanno residenza a Sesto». Dal canto suo l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha commentato: «Come sempre la destra se ne fregherà, pur avendo la responsabilità politica totale della vicenda visto che gestisce da anni l’Aler (l’azienda regionale di edilizia popolare, ndr) in modo folle». Gli enti locali fanno politica sulle spalle della povera gente, il Governatore Rossi auspica interventi tipici dei regimi collettivisti, restano Forze dell’ordine e prefetti a risolvere i problemi. Alla faccia del federalismo professato dalla Lega.


Paolo Padoin

Già Prefetto di FirenzeMail

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