Le pensate del vicepremier non hanno mai fine

Pensioni d’oro: taglio agli assegni superiori a 3.500 euro per decreto, lunedì 15 ottobre in Consiglio dei ministri

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

Di Maio festeggia

ROMA – Pensionati, armiamoci e partiamo. Il grillino di Pomigliano D’arco ha dichiarato l’intenzione di accelerare i tempi per i tagli alle pensioni d’oro, abbassando il limite addirittura a 3.500 euro netti. L’affermazione di Boeri, secondo la quale dal taglio agli assegni elevati non si trarrebbe un ragno dal buco, ha avuto il suo effetto e subito il vicepremier ha reagito. Secondo un articolo pubblicato da Repubblica, che ha colto indiscrezioni da ambienti pentastellati, il taglio delle pensioni d’oro, fin qui inserito in un disegno di legge depositato alla Camera, verrà trasferito nel decreto legge fiscale che arriverà domani sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il governo, o meglio Di Maio,  punta a recuperare un miliardo, ben più di quanto previsto dalla Pdl D’Uva – Molinari, già presentata, che fisava il limite a 4.500 euro mensili. Il gettito previsto, pari a un miliardo, fa perciò supporre un intervento sugli assegni a partire dai 3.500 euro netti, anziché 4.500 euro, e dovrebbe essere immediatamente operativo, dalla sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale.Sempre alla spasmodica ricerca di quattrini per poter pagare il reddito di cittadinanza ai fannulloni e agli evasori di contributi che hanno creduto, votandolo, alle sue promesse elettorali, il vicepremier intende quindi abbassare  l’asticella per rastrellare il più possibile. Togliendo a chi ha lavorato e si è sacrificato pagando contributi e tasse per dare a chi intende stare a sedere sul divano pagato dallo Stato. Alla faccia dell’equità sociale tanto sbandierata dai pentastellati.  Attendiamo di conoscere i dettagli del provvedimento, ma crediamo che sia ampiamente incostituzionale, ancor più, se possibile, dei precedenti. Prepariamoci a decine di migliaia di ricorsi.

Tale notizia è parzialmente smentita dal Messaggero, il quale pure informa l’intenzione del M5S di accelerare sul tema taglio alle pensioni d’oro, ma in modo meno impattante.  Il Movimento Cinque Stelle, principale sostenitore dell’iniziativa, vorrebbe spostare i contenuti della Pdl citata all’interno della legge di Bilancio con l’obiettivo di velocizzarne e garantirne l’approvazione: è stata presa in considerazione anche l’ipotesi di inserire il testo direttamente nel decreto legge con le norme tributarie che il governo dovrebbe approvare domani, ma questo passaggio si presenta problematico per la diversità di materia rispetto a quella fiscale.

Ma al di là del veicolo legislativo, il nodo principale riguarda il meccanismo applicato per la decurtazione dei trattamenti al di sopra dei 90 mila euro lordi annuali. Il taglio sarebbe infatti proporzionale agli anni di anticipo con i quali si è lasciato il lavoro, rispetto ad un’età di riferimento. Questa corrisponde dal 2019 ai 67 anni della pensione di vecchiaia ma nella tabella allegata al disegno di legge viene poi proiettata all’indietro in base a parametri demografici, che partono dai 63 anni per chi era andato in pensione alla metà degli anni Settanta.

La penalizzazione economica è di circa il 2 per cento per ciascun anno di anticipo. Questo schema punisce però le persone che per legge avevano requisiti più bassi: ad esempio le donne (pur non molto numerose in questa fascia) che andavano in pensione di vecchiaia a 60 anni e prima ancora a 55 anni; oppure i militari e appartenenti alle forze dell’ordine. Per tutte queste persone dovrebbe essere prevista una specifica deroga. In questo modo rientrerebbero nel taglio soprattutto coloro che hanno lasciato il lavoro anticipatamente per una propria scelta ma anche in caso di crisi aziendale, attraverso un accordo con il datore di lavoro. Giovedì nella sua audizione parlamentare il presidente dell’Inps Boeri aveva quantificato in meno di 150 milioni i possibili risparmi derivanti da questo intervento, su una platea di circa 30 mila persone.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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