Il silenzio di Macron, in caduta libera

Parigi, gilet gialli: 8 dicembre sarà un nuovo sabato di violenze in un clima da golpe e guerra civile

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

PARIGI: Mentre la parte moderata del movimento dei gilet gialli tende la mano a Macron, la stampa denuncia l’escalation di tensione che sta dilagando in Francia. Una fonte dell’Eliseo, citata da Le Figaro, ha parlato di golpisti: siamo davanti a un tentativo di colpo di stato, avrebbe detto la fonte citata. Secondo il quotidiano, i servizi avrebbero allertato l’Eliseo su «appelli ad uccidere e usare armi da fuoco contro parlamentari, governo e forze dell’ordine».

Intanto per domani 8 dicembre si prepara un sabato senza precedenti, in cui Parigi diventerà una città fantasma: il quarto appuntamento con le manifestazioni dei gilet gialli assume dimensioni inedite. La capitale sta correndo ai ripari:  i gioielli della città resteranno chiusi, dal Louvre alla Tour Eiffel. La violenza dilaga ovunque, oggi studenti e polizia si sono affrontati in tutto il paese, con centinaia di fermi, alcuni feriti, danni e incendi.
Di fronte all’escalation di tensione, il governo ha moltiplicato gli appelli alla calma. E buona parte
dell’opposizione ha ceduto e li ha rilanciati. Il primo ministro Edouard Philippe, in diretta tv questa sera, ha parlato dei rischi che spingono l’Eliseo a parlare di situazione da golpe:
«Ci sono gilet gialli che dicono di voler marciare sull’Eliseo, altri che minacciano di morte quelli che vogliono trattare con il governo. Ma la Repubblica è solida, le istituzioni sono forti». Il gesto di Emmanuel Macron, la rinuncia all’aumento dell”ecotassa per il 2019, è passato inosservata.
Secondo un sondaggio, 6 francesi su 10 ritengono “inquietante” il movimento.
Macron continua a non parlare, una fonte a lui vicina – citata anch”essa dai media francesi – ha detto prego per sabato, mentre gli Interni parlano di mobilitazione dell’ultradestra e dell’ultrasinistra. Le minacce telefoniche dei gilet gialli, in alcuni casi minacce di morte, sono arrivate a prefetti e a persone vicine a Macron, secondo quanto si apprende.
Le forze dell’ordine, che nei giorni scorsi si erano dette esauste per la pressione di queste ultime settimane e non disposte ad ulteriori sforzi, saranno invece schierate in massa: 89.000 agenti presidieranno tutto il territorio, almeno 8.000 solo Parigi, numeri mai visti, e faranno la loro comparsa nelle strade della capitale anche i blindati.
Per precauzione, resteranno chiusi la Tour Eiffel, l’Opera, il Louvre, il Museo d”Orsay e quasi tutti gli altri musei e teatri. Il prefetto ha invitato i negozi degli Champs-Elysees a rimanere sbarrati ma anche un gran numero di scuole, di giardini, di palestre, resterà con le saracinesche abbassate. Le
banche e molti negozi proteggeranno le vetrine sulla strada con barriere di metallo o di legno che già da questa sera vengono applicate con massima cura.
Sei partite di calcio della Ligue 1 – fra cui quella del Paris Saint-Germain – sono state rinviate. Il Telethon ha dovuto cambiare programmi, così come la marcia per il clima, che si svolgerà comunque a Parigi ma su un percorso alternativo. Sui social, le parole d’ordine sono sempre più aggressive: “Macron, stiamo arrivando”, “Scioglimento del Parlamento”, “Tutti alla Bastiglia”.
Dopo i cedimenti dei giorni scorsi su numerose richieste dei gilet gialli, oggi sono arrivati gli appelli alla calma. E da destra, dal centro, dalla sinistra, si sono uniti gli appelli a manifestare senza violenza o rimanere a casa vista la gravità del momento.
Intanto, è esplosa anche la ribellione degli studenti di tutti i licei del Paese contro la riforma dell”esame di maturità e del sistema di selezione per l’ingresso all’università: oltre 200 gli istituti bloccati, 150 studenti fermati a Mantes-la-Jolie, banlieue di Parigi, decine di fermi anche a
Marsiglia, Nizza, Beziers, guerriglia polizia-studenti nel nord, dove due ragazzi sono rimasti feriti, scontri a Tolosa, dove un preside ha dovuto farsi curare in ospedale.

Tempi duri per la Francia e per Macron, la cui caduta vertiginosa non conosce soste.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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