Dopo la paura si tirano fuori disposizioni antiterrorismo

Strasburgo: dopo la paura il parlamento UE rafforza le misure antiterrorismo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

Quando si afferma che le istituzioni europee sono totalmente da riformare, oggi ne è venuta piena conferma dal comportamento schizofrenico del Parlamento Europeo. Ieri il Presidente Tajani ha avuto il suo bel da fare per indicare ai parlamentari, reclusi per il pericolo terrorismo a Strasburgo, il comportamento da seguire. Mentre ci giungevano notizie in diretta ieri, con messaggini e post twitter e facebook, che alcuni prodi rappresentanti dell’assise europea erano finiti sotto un tavolo del ristorante e di lì salivano all’onore delle cronache inviando notizie della loro precaria situazione. Mentre altri (in particolare i grillini) si facevano in quattro per indicare possibili morti e feriti. Apprezzabile il fine di informare l’opinione pubblica da un osservatorio, in quel momento, privilegiato, un po’ meno l’ansia, percepibile, di balzare alla ribalta delle cronache.

Ecco che oggi, scampato il pericolo, dopo anni di inutili discussioni sul pericolo terrorismo, mostrando in buona parte comprensione verso l’azione degli islamici, i nostri parlamentari (intesi in ambito europeo e non solo italiano) hanno avuto un sussulto e si sono fatti in quattro per avanzare proposte che in tanti anni non avevano mai espresso, Come si dice il bisognino fa trottar la vecchia.

E allora grandi professioni di necessità d’intervento immediato: «Quanto accaduto ieri indica che
per combattere il terrorismo servono più cooperazione e scambio di informazioni tra i servizi di intelligence e le autorità, maggiori misure di prevenzione contro la radicalizzazione, strumenti giuridici più severi e una migliore protezione dei diritti delle vittime». E’ quanto ha sottolineato l’eurodeputata del Partito popolare europeo Monika Hohlmeier, co-relatrice del rapporto approvate oggi dall’Eurocamera con 474 voti a favore, 112 contrari e 75 astensioni, sulla base del lavoro della
Commissione speciale per il contrasto al terrorismo. Ma dove erano finora gli esimi rappresentanti del popolo europeo, visto che solo oggi, scampato il pericolo, hanno scoperto l’acqua calda sfoggiando banalità a iosa?
Anche parlamentari italiani si cimentano in questo sport delle ovvietà a go go: «Malgrado i periodi di tregua – ha osservato dal canto suo l’europarlamentare Caterina Chinnici – la minaccia terroristica in Europa non è affatto sopita e non bisogna mai abbassare la guardia. Oggi più che mai occorre proseguire nel cammino avviato in questa legislatura per rafforzare e aggiornare gli strumenti di contrasto al terrorismo, dando risposta sia ai cittadini che chiedono più sicurezza, sia alle vittime innocenti degli attacchi e ai loro cari, a cui è rivolto il nostro pensiero».
Nel testo approvato oggi l’Europarlamento chiede tra l’altro di potenziare l’Europol, creare una black list europea dei predicatori radicali, introdurre misure anti-radicalizzazione come i programmi per le carceri e le campagne di sensibilizzazione. Tutte misure che molti Stati, fra cui l’Italia, stanno già mettendo in atto senza aspettare i soloni dell’Europa. L’Eurocamera chiede inoltre di condurre l’azione penale nei confronti dei foreign fighters di ritorno in Europa e si propone di istituire di un Centro europeo di coordinamento per le vittime del terrorismo e l’utilizzo del Fondo di solidarietà europeo per risarcire le vittime di attentati terroristici su larga scala. Quest’ultima mi sembra l’unica azione veramente utile, l’Europa (un po’ come le Regioni italiane) dovrebbe servire solo a distribuire i fondi necessari a chi se li merita e ne fa buon uso, non a distribuire a destra e a manca direttive e istruzioni che sembrano avere la sola funzione di complicare la vita ai cittadini.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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