Dure affermazioni del Consigliere Jacopo Alberti

Lega toscana: critiche a Rossi e a Don Biancalani, protettori dei migranti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

FIRENZE – Il Governatore Rossi ha nuovamente ribadito che la Toscana vuole approvare entro dicembre 2018 la legge che concede diritti in materia di salute e istruzione a tutti i migrenti. E la Lega ha già reagito: «Il Governatore della Toscana dovrebbe preoccuparsi di assistere quei 185mila residenti che vivono in regime di povertà, non chi arriva qui e pretende di essere mantenuto dallo Stato. Ci sono 55mila famiglie in Toscana che hanno bisogno ma Rossi non riesce a immedesimarsi con la loro situazione e mette prima immigrati e migranti, rispetto agli italiani». Lo afferma il consigliere regionale della Lega Jacopo Alberti in merito alla proposta legge sull’accoglienza
annunciata e propugnata dal governatore toscano.
«Rossi annuncia una legge che, dice, avrebbe sviluppato con le associazioni che già si fanno carico dell’accoglienza – ha sottolineato Alberti in una nota -: ho paura che ci troveremo davanti a una normativa che favorisce i soliti inciuci tra amici degli amici, magheggi tra cooperative dei cugini degli amici degli amici, agevolazioni per le associazioni dello zio dell’amico dei soliti amici. Adesso basta con questo sistema – osserva ancora l’esponente leghista – la Regione ha il dovere di occuparsi prima di tutto dei diritti dei toscani. Rossi faccia la sua legge assistenzialistica pro accoglienza e pro migranti, ma se non saranno garantiti i diritti dei toscani siamo disposti a bloccare il Consiglio regionale da qui al 2020, pur di non fargliela approvare». Inoltre, aggiunge Alberti, «vorrei
invitare Enrico Rossi a fare la tessera del suo partito a Don Biancalani. Il parroco di Vicofaro deve scegliere se fare il prete o il segretario del partito del Governatore, ormai Peppone e Don Camillo non esistono più, sono saltati gli schemi. Ma se un prete fa politica – conclude -, allora scriverò personalmente al vescovo di Pistoia per chiedere che sia allontanato dalla parrocchia».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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