Pensioni d’oro: ricavato, 80 milioni l’anno, la storia del provvedimento, incostituzionale

Luigi Di Maio sul balcone di Palazzo Chigi

Come noto il prelievo di solidarietà sulle pensioni elevate ha trovato una soluzione definitiva, ancora da approvare nella  legge di bilancio. Sarà di cinque anni e su cinque fasce, a partire da 100mila euro lordi l’anno (5mila al mese al netto dell’Irpef e senza considerare le addizionali comunali e locali). Il taglio è del 15% sulla parte di assegno superiore a 100mila euro e fino al 130mila, del 25% sulla parte compresa tra 130mila e 200mila, del 30% tra 200mila e 350mila, 35% tra 350 e 500.000 euro, 40% oltre tale ultima soglia. La platea interessata sarebbe di circa 25.000 persone.

Le risorse reperite finiranno in un fondo Inps e destinate a adeguamenti socio-previdenziali da definire. Al contributo di solidarietà dovranno adeguarsi gli organi costituzionali che erogano pensioni dirette. Giorgio Ambrogioni, presidente del Cida, ha parlato di un «furto ai danni di una categoria di pensionati che ha già subito due contributi di solidarietà, l’ultimo concluso un anno fa, e 8 anni di blocco della perequazione».

Anche questa disposizione, se confermata in questi termini, sarà a rischio incostituzionalità non per il modo, ma per la durata dell’intervento, cinque anni,  visto che secondo le ultime sentenze della Consulta interventi di questa natura, oltre alla gradualità, devono essere temporanei.

Con questo taglio orizzontale sugli assegni si pensa di risparmiare circa 80 milioni l’anno, un’inezia.

E’ stata una storia tormentata, portata avanti soprattutto dai grillini e da Di Maio, con l’apporto fondamentale, all’inizio, di Tito Boeri, presidente Inps per fortuna in scadenza di mandato. Ecco le principali dichiarazioni dei vari attori sulla scena, che illustrano o commentano i vari provvedimenti  via via presentati. La successione e i testi,  che danno l’idea della confusione che regna nelle iniziative governative,  sono presi dal Sole 24 Ore.

7 agosto 2018: Luigi Di Maio (M5S) «Il ddl mira a eliminare tutte le pensioni d’oro al di sopra dei 4.000 euro netti per tutti coloro che non hanno versato»

14 agosto, Giorgio Mulé (FI): «In quella proposta c’è in controluce la pianificazione della più grande rapina mai consumata ai danni di tutti i pensionati italiani senza distinzione»

29 agosto, Claudio Borghi (Lega): «Credo si possa correggere il tetto passando dai 4.000 ai 5.000 euro, come previsto dal contratto. Credo si debbano rimodulare le modalità dell’intervento di chi ha versato i contributi corrispondenti»

29 agosto, Cesare Damiano (PD): «Auspicabile che si alzi un coro di voci contro la scempiaggine demagogica del ricalcolo retroattivo: sia che si tratti di contributi che di età pensionabile. Non c’è nulla di più iniquo»

25 settembre, Luigi Di Maio (M5S): «Chi fino a oggi ha percepito una pensione superiore ai 4.500 euro, senza aver versato i contributi per quella cifra, sarà sottoposto a ricalcolo contributivo. Pensione in base ai contributi versati»

9 ottobre: Cgil, Cisl, Uil: «Non è una maovra una tantum, non si possono smantellare diritti acquisiti. La misura presenta profili d’incostituzionalità»

11 0tt0bre, Tito Boeri, Inps: «Il risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge sulle pensioni d’oro sarebbe inferiore a 150 milioni e riguarderebbe una platea di circa 30mila persone»

15 ottobre, Luigi Di Maio (M5S): «Tagliamo un miliardo di euro dalle pensioni d’oro. Riguarderà coloro che non hanno versato i contributi e si sono presi pensioni per 12-13mila euro»

4 dicembre, Luigi Di Maio (M5S): «Interveniamo con aliquote per la parte eccedente i 4mila euro. E deve essere a prova di bomba della Corte Costituzionale»

8 dicembre, Luigi Di Maio (M5S): «Il taglio delle pensioni d’oro entrerà nella legge di bilancio al Senato. Passiamo dal 25% al 40% di tagli sulle pensioni d’oro»

8 dicembre, Giorgio Ambrogioni (Cida): «Il 40% di prelievo sulle pensioni d’importo medio-alto rappresenterebbe un vero e proprio furto ai danni di intere categorie professionali ed equivarrebbe a un vero e proprio esproprio»

A quanto sembra però l’esproprio si sta consumando, con i profili d’incostituzionalità sopra accennati. Affiliamo le armi, ricorsi di massa e intanto tutti i pensionati si apprestano a protestare anche per i tagli all’adeguamento della contingenza. Sarà un inverno caldo per Giggino Di Maio e soci. Altro che esultanza sul balcone. L’Ue gli ha già fatto abbassare la cresta, adesso tocca ai pensionati affibbiare un colpo durissimo a questi governanti, come hanno già fatto, del resto, ai tempi del referendum renziano, quando Boschi e Renzi si sono dimessi ma, contrariamente alle promesse, non si sono ritirati dalla politica.

 

 

 

 

Di Maio, pensioni d'oro, proteste


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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