Da giovedì 10 a giovedì 17 gennaio

Firenze: al Teatro del Maggio debutta «Der fliegende Holländer» di Wagner diretto da Luisi

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Un momento delle prove di «Der fliegende Holländer» al Teatro del Maggio

FIRENZE – Giovedì 10 gennaio debutta il nuovo allestimento di «Der fliegende Holländer» («L’Olandese volante»), opera in tre atti che vede Fabio Luisi dirigere per la prima volta in Italia un’opera di Wagner. Protagonisti Michail Petrenko (Daland), Marjorie Owens (Senta), Thomas Gazheli (L’Olandese). All’Orchestra e al Coro del Maggio Musicale Fiorentino si unisce il Coro Ars Lyrica di Pisa. Nuovo l’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino, la cui regia è firmata dallo scozzese Paul Curran; le scene sono di Valerio Santoliquido.

Ispirata a un’antica leggenda nordica, l’opera «Der fliegende Holländer» (che nelle versioni italiane talvolta ha preso il titolo di «Il vascello fantasma») fu composta da Richard Wagner nel 1840 e rappresentata all’Hoftheater di Dresda il 2 gennaio 1843. La storia narra di un uomo condannato a vagare in eterno tra i mari col proprio vascello fantasma. Reo di aver imprecato contro Dio, l’uomo potrà essere strappato al suo infelice destino solo dall’amore puro e incondizionato di una donna che gli sarà fedele; ma l’impresa risulta quasi impossibile, poiché al comandante maledetto è consentito scendere dal vascello solo un giorno ogni sette anni. L’occasione propizia è offerta dall’incontro col marinaio norvegese Daland, la cui figlia Senta è irresistibilmente attratta dalla misteriosa figura dello straniero della leggenda; sarà lei a porre fine alla maledizione dell’Olandese con il suo sacrificio d’amore. Temi cari al Romanticismo quali la dannazione dell’eroe, il viaggio senza fine e l’amore come fonte di redenzione, inseriti sullo sfondo brumoso dei mari del Nord, non potevano lasciare insensibile Richard Wagner che trasferì nell’opera la suggestione della leggenda norrena, unitamente ai ricordi autobiografici di un turbolento viaggio in nave dalla Prussia a Londra.

Il procedimento tipicamente wagneriano di identificare le idee drammatiche principali coi leitmotiv, la cui funzione è di restituire a ogni loro riapparizione il clima emotivo, il personaggio o la situazione da cui sono stati generati, è palesato già nell’ouverture, un ampio affresco sonoro del mare in tempesta in cui si susseguono il tema roboante del protagonista sottolineato dagli ottoni, il tema della redenzione associato a Senta e il richiamo del coro dei marinai.

Spiega il direttore Fabio Luisi: «Der fliegende Holländer può considerarsi l’opera in cui Wagner  – un Wagner molto trasparente e molto lirico – inizia a mettere a fuoco la propria poetica e anticipa soluzioni caratteristiche dei drammi successivi, sia per l’impianto musicale dove, nonostante i numeri chiusi, vi è il ricorso a un corredo di leitmotiv che innervano la partitura, sia per la decisa svolta nella direzione del mito […]. Nel flusso musicale misterioso e notturno dell’opera i leitmotiv emergono continuamente dai vortici rapinosi dell’orchestra aggiungendo espressività emotiva ai punti salienti del dramma, come nella Ballata di Senta, numero centrale e cardine dello sviluppo drammatico che evidenzia il contrasto tra maledizione e redenzione, nel Duetto del secondo atto, in cui l’ Holländer e Senta uniti dalla sofferenza si giurano amore eterno, fino al tragico finale, che vede il sacrificio della giovane donna sublimato nella trasfigurazione dei due amanti. A mio avviso questa è un’opera piena di passione e di mistero, è una favola per adulti con una glorificazione della fedeltà, prima sognata e poi vissuta».

«Già dalle prime elettrizzanti battute appare chiaro che Wagner è stato un pioniere del suo tempo – scrive Paul Curran nelle sue note di regia -. La musica ci colpisce come una tempesta e non allenta la presa, finché l’Olandese e Senta non si ricongiungono nella morte. Nel portare in scena «Der fliegende Hollӓnder», un regista contemporaneo deve affrontare molteplici sfide: non solo l’apparizione di fantasmi e di una nave fantasma, ma, cosa ancor più importante, lo svilupparsi della storia di una donna giovane e fortemente indipendente qual è Senta, molto diversa dalla maggior parte delle eroine di opere o dei drammi del suo tempo. Senta è, per me, un’antesignana del femminismo nella letteratura operistica. Lei non vuole essere migliore degli altri, ma desidera che le venga consentito di essere alla pari di chi ama. È un’idea affascinante e provocatoria per il 1840 che ha una forte risonanza al giorno d’oggi, XXI secolo: la donna moderna che sceglie di essere padrona del proprio destino».

Un titolo assente dai cartelloni fiorentini da parecchi anni, dopo un’edizione memorabile (benché in forma di concerto) diretta da Chung nel 1993.

Giovedì 10 gennaio ore 20 (altre recite: 13 gennaio ore 15:30; 15 e 17 gennaio ore 20)

Der fliegende Holländer. Opera romantica in tre atti. Libretto e musica di Richard Wagner. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Maestro concertatore e direttore Fabio Luisi. Maestro del Coro Lorenzo Fratini + Coro Ars Lyrica, Pisa, diretto da Marco Bargagna. Regia Paul Curran. Scene Saverio Santoliquido, costumi Gabriella Ingram, luci David Martin Jacques, aiuto regista Oscar Cecchi

Personaggi e interpreti: Daland, navigante norvegese Michail Petrenko – Senta, sua figlia Marjorie Owens – Erik Peter, cacciatore Tantsists – Mary, nutrice di Senta Annette Jahns – Il timoniere di Daland Timothy Oliver – L’Olandese Thomas Gazheli. Figuranti speciali: Paolo Arcangeli, Giacomo Casali, Leonardo Cirri, Cristiano Colangelo, Giacomo Domenici, Cosimo Fabrizzi, Simone Faloppa, Stefano Francasi, Enrico L’Abbate, Manfredi Mariti, Matteo Mazzuccato, Leonardo Paoli, Pierangelo Preziosa, Domenico Spurio, Mauro Vizioli, Federico Zini

In lingua originale con sopratitoli in italiano e inglese a cura di Prescott Studio, Firenze con Inserra Chair (Montclair State University) e ICAMus, USA

Il programma di sala non conterrà il libretto dell’opera. Chi lo desidera potrà scaricare il testo in lingua originale e la traduzione in italiano di Der fliegende Holländer dal sito del Maggio Musicale Fiorentino.

Rimasti in vendita biglietti da 30 a 120 euro, anche sul sito del Teatro. Esaurita la recita di domenica 13

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