Catania, Sea Watch: procura, non è stata compiuta alcuna illegalità, ma la nave non è idonea al soccorso in mare

CATANIA – Ovvia conclusione dell’inchiesta della magistratura sul comportamento della Sea Watch, chiesta da Salvini. Il ministro deve essere rinviato a giudizio, la Ong è innocente, tutto regolare. Come nelle migliori tradizioni. Così si permette a chiunque di dirigersi in Italia dai punti più remoti del Mediterraneo. Ma la procura osserva anche che la nave non è idonea al soccorso in mare, senza adottare alcun provvedimento.
APPRODO CATANIA – Dopo il salvataggio dei migranti e il mancato approdo a Lampedusa, dove era stata convocata dalla Procura di Agrigento, «l’imminente e previsto peggioramento delle condizioni meteomarine in zona induceva il comandante a procedere verso le coste orientali della Sicilia piuttosto che dirigersi verso le coste tunisine, benché più vicine in termini di distanza». Una decisione «apparsa giustificata agli investigatori perché la rotta tunisina avrebbe costretto la nave a muoversi in direzione della perturbazione meteo in arrivo«. Lo afferma il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, sugli spostamenti in mare della Sea Watch.
Secondo la Sea Watch in precedenti esperienze le autorità tunisine non avevano consentito all”Ong neanche di fare rifornimento nei loro porti. Ricostruzione che, osserva il procuratore di Catania – «trova conforto nelle dichiarazioni del responsabile di Mrcc olandese ai colleghi italiani, che ha asserito di avere – di propria iniziativa e senza informare il comandante della Sea Watch – richiesto alle autorità tunisine di consentire l”approdo nei loro porti del natante, senza riceverne alcuna risposta. Circostanza, osserva il Pm, sintomatica della
linea di condotta della Tunisia con le Ong. In tale situazione – è la valutazione del procuratore Zuccaro – non può pertanto ritenersi ingiustificata la scelta del comandante della motonave di dirigersi a partire dal 21 gennaio verso Nord alla ricerca di un porto sicuro».
SOCCORSO IN MARE – Dagli accertamenti della Guardia costiera sono emersi dati significativi sull”inidoneità tecnico strutturale della Sea Watch a effettuare un”attività sistematica di soccorso in mare dei migranti. Lo afferma il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, sull”attività in mare dell”Ong. «Nel registro nautico olandese la motonave – spiega il magistrato è registrata come natante da diporto e di esso presenta tutte le caratteristiche, con tutto ciò che ne consegue in termini di inidoneità ad ospitare – per una traversata in alto mare che presenta innegabili profili di rischio per le condizioni meteo marine che possono frequentemente verificarsi – un numero di passeggeri ben più elevato di quello per il cui trasporto è stata concepita».
Le autorità olandesi, come risulta dal carteggio acquisito agli atti dell”inchiesta aperta dalla Procura di Catania, hanno «acquisito consapevolezza in ordine alla necessità di introdurre nella loro legislazione dei requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti per le imbarcazioni da diporto nel caso di natanti che intendono svolgere in mare un”attività sistematica di soccorso dei migranti e hanno provveduto a modificare la loro normativa, che però – spiega il magistrato – non è ancora applicabile ai natanti già registrati. Tale problematica – sottolinea il procuratore Zuccaro – presenta però dei profili generali di sicurezza per la navigazione che sembrano
suscettibili di particolare attenzione da parte di tutti i Paesi che sono coinvolti a vario titolo nelle attività svolte in mare dalle Ong».
Questo ultimo passo del ragionamento di Zuccaro potrebbe consentire un intervento delle autorità italiane nei confronti della nave Ong, per motivi di sicurezza.
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