Le accuse del presidente Marcello pacifico

Quota 100 nella scuola: un flop, presentate poco più di 8.000 domande a fronte delle 50.000 previste

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Flop di richieste per quota 100 e dunque nessun esodo dal comparto scuola. A segnalarlo è l’Anief, secondo cui a una settimana dalla scadenza soltanto in 8mila hanno presentato domanda per via delle penalizzazioni su assegno e liquidazione.

Comprendendo anche il personale Ata e dirigenti scolastici, si arriva 8.525 richieste di accesso al pensionamento anticipato, formulato da chi può vantare non meno di 38 anni di contributi. «I 50 mila che si attendevano rimangono lontanissimi, quasi irraggiungibili entro la scadenza di fine mese. In ogni caso, i posti che si verranno a liberare, sommati a quelli già vacanti o in procinto di diventarli per via dei  25mila pensionamenti con la Legge Fornero, porteranno le cattedre libere ben oltre quota 80 mila. Nel dettaglio 7.047 delle domande presentate sono degli insegnanti, 1.290 da parte del personale Ata, appena 188 da parte dei dirigenti scolastici. Considerando le circa 25mila uscite sicure, nello stesso comparto, riguardanti coloro che dal 1ø settembre 2019 lasceranno per raggiunti limiti di età, 67anni, o per aver superato i 41 anni e 10 mesi di contributi (12mesi in più per gli uomini), si arriverà a raggiungere tra i 40e i 45 mila posti liberi».

Per comprendere il perché «basti pensare che soltanto 8 anni fa con quota 96 si andava in pensione con il massimo contributivo, oggi con quota 100 si perdono quasi 300 euro al mese, un quinto dell’assegno, senza pensare ai meccanismi complicati di finanziamento e detassazione dell’anticipo del 30% della liquidazione che prima si riceveva subito, per intero e senza tassi». Di fronte a questa situazione Anief chiede un piano straordinario di assunzioni: «stiamo parlando di una professione tra le più esposte al burnout e quindi alle malattie psichiatriche e oncologiche che ne derivano: ecco perché chiediamo l’inclusione dell’insegnamento, non solo nella scuola dell’infanzia, tra quelli gravosi elencati per l’Ape Social » dice il presidente Marcello Pacifico.

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