I giovani emigrano dove trovano lavoro

Mercato del lavoro: dal 2018 triplicata la fuga dei giovani all’estero e favorita la presenza di immigrati

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

ROMA – Il rapporto Il mercato del lavoro, realizzato da ministero del Lavoro-Istat-Inps-Inail-Anpal ha messo in evidenza alcune situazioni alle quali occorrerebbe porre rimedio, che hanno costretto i nostri giovani a cercare lavoro all’estero. Il numero infatti è triplicato in 10 anni.

Nel 2018 si sono recuperati i livelli pre-crisi, ma qualcosa si è perso: nei primi tre trimestri del 2018, rispetto a dieci anni fa, mancano all’appello poco meno di 1,8 milioni di ore lavorate, ovvero oltre un milione di posti full time (unità di lavoro a tempo pieno). Una ripresa, quindi, a «bassa intensità lavorativa»: più occupati ma per meno ore.

«La mancanza di opportunità lavorative adeguate può comportare la decisione di migrare all’estero, fenomeno in crescita negli ultimi anni: da 40 mila del 2008 a quasi 115 mila persone nel 2017». Quindi in meno di dieci anni le fughe sono quasi triplicate.

«L’aumento della quota di occupazione meno qualificata, accompagnata dalla marcata segmentazione etnica del mercato del lavoro italiano, ha favorito la presenza di lavoratori immigrati più disposti ad accettare lavori disagiati e a bassa specializzazione» si legge nel rapporto. Tra il 2008 e il 2018 «gli stranieri sono passati dal 7,1% al 10,6% degli occupati». Nei servizi alle famiglie «su 100 occupati 70 sono stranieri»

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