L'interrogazione del Consigliere Marcheschi

Regione Toscana: Ospedale di Careggi, interrogazione di FdI, per l’assessore tutto ok

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

FIRENZE – Il consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) ha presentato un’interrogazione all’Assemblea toscana in seguito a quanto appreso, sulla stampa, dalle intercettazioni relative all’inchiesta di cattedropoli. Inchiesta
che ha travolto l’area medica dell’Università di Careggi, dalle quali sono emerse «vicende gravissime che riguardano l’ospedale Careggi di Firenze», in merito a criteri di gestione delle liste di attesa, ai fondi per la ricerca, alla trasparenza nelle nomine e nei concorsi, oltre a episodi di «soprusi, mobbing e sesso in corsia, poi 50 casi di morti sospette». Marcheschi chiede di conoscere se erano già pervenute segnalazioni in merito e quali provvedimenti siano stati presi; se in attesa dello sviluppo delle indagini non si ritenga di sospendere i responsabili di tali azioni; cosa si intenda fare per evitare episodi del genere e se si intenda venire a riferire quanto prima in Consiglio regionale sui
fatti esposti.

All’interrogazione ha risposto in aula l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi. Saccardi ha spiegato che è
stata istituita una commissione di valutazione interna per approfondire i fatti. Per quanto riguarda i criteri di gestione delle liste di attesa, l’assessore ha detto che «non risultano pervenute segnalazioni con espressa menzione di richiesta di corresponsione economica finalizzata ad alterare lo scorrimento». È comunque significativo che le segnalazioni siano meno di cinque, mentre il volume di prestazioni chirurgiche raggiunge quota 35mila 966 all’anno.
Ancora, circa la presunta mancata trasparenza nelle nomine e nei concorsi, per quanto riguarda l’Asl dal 2016 ad oggi l’azienda è stata convenuta in giudizio in due occasioni, una delle quali conclusasi positivamente. Infine, riguardo ai presunti episodi di soprusi, mobbing e sesso in corsia, e 50 casi di morte sospette, l’assessore ha ribadito che «questo contrasta in modo clamoroso con i dati numerici relativi agli indici di mortalità intraospedaliera».

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