Le parole nette e dure di Messina

Questore Torino: di ordine pubblico parli chi ne sa. Polemica con chi difende gli anarchici arrestati

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

TORINO – Nette e precise le parole del Questore di Torino contro i personaggi e ambienti politici che in passato avevano criticato lo sgombero dell’Asilo occupato, sede degli anarchici, o aveva difeso le loro manifestazioni di protesta. E indirettamente contro una magistratura troppo comprensiva nei confronti di chi delinque. Sono parole che possono valere anche per quanto è avvenuto recentemente in Toscana, dove sono state rivolte critiche non troppo velate all’operato delle Autorità statali di sicurezza.

Nelle scorse settimane a Torino c’erano state polemiche per le modalità con cui le forze dell’ordine avevano contenuto le numerose dimostrazioni degli anarchici in città, cominciate all’indomani dello sgombero di un
centro sociale, l’Asilo occupato. «Quello sgombero – ha ribadito – era stato necessario. L’Asilo non aveva niente di sociale: era un covo di sovversivi. C’erano persone che, seppure scarcerate dal Tribunale del riesame dopo l’arresto, rimangono tuttora sotto indagine per associazione sovversiva. Due di loro, fra l’altro, le abbiamo individuate nel gruppo del ”blocco nero” che era pronto a scatenare disordini durante la manifestazione. Anche ieri – ha aggiunto il questore – ho colto segnali di critica per il modo in cui abbiamo svolto il nostro lavoro: abbiamo bloccato il gruppo del ”blocco nero” in anticipo, impedendogli di infiltrarsi nel corteo. Per come la vedo io, i violenti devono essere isolati e stare al loro posto, che non è la piazza ma la galera. E questa volta mi auguro che la solidarietà che in passato è stata tributata a favore di questi personaggi del blocco nero sia più critica».

Bravo, signor Questore, complimenti per come è stata gestita la piazza, ma ancor più per le parole coraggiose che mettono in mostra una verità, negata in passato da valutazioni comprensive della magistratura (la presenza di due scarcerati nel gruppo dei black block lo dimostra ampiamente) e di certe parti politiche (non sicuramente di Chiamparino e dell’Appendino che si sono schierate dalla parte delle forze dell’ordine) che continuano a difendere gli estremisti di sinistra. Non ricordano forse la difesa, a suo tempo, dei terroristi definiti «compagni che sbagliano» di funesta memoria risalente agli anni di piombo. Occorre fare molta attenzione e le istituzioni tutte debbono fare quadrato e non strillare soltanto contro un risorgente, ipotetico, pericolo fascista.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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