Padova: irregolarità nelle strutture di accoglienza, indagati in 8, due viceprefetti

PADOVA – Ci sono anche gli ex vertici della Prefettura di Padova nell”inchiesta che la Procura ha chiuso sulle irregolarità nella gestione delle strutture per migranti in città, tra il 2015 e il 2017. I reati contestati sono quelli di concorso in turbativa d’asta aggravata e continuata, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, tentata truffa, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, falso. Tra gli indagati, l’ex vice prefetto vicario di Padova Pasquale Aversa, l’ex viceprefetto Alessandro Sallusto, un ex funzionaria, Tiziana Quintario; insieme a loro i titolari della coop Edeco Ecofficina Simone Borile, la moglie Sara Felpati, l’ex socio Gaetano Battocchio e due dipendenti della coop che si sarebbero prestati a certificare documenti falsi per salvare la cooperativa da accertamenti. Lo scandalo emerse l’estate dello scorso anno quando giunse l’avviso di garanzia ad Aversa e si scoprì una serie di presunti illeciti legati alla gestione prima della ex caserma Prandina, un cento di accoglienza in centro città, e poi all’hub di Bagnoli (ora smntellato), entrambi gestiti dalla coop padovana.
