I lati negativi della riforma

Flat tax per le famiglie, vale 14,5 miliardi di sconto fiscale per 8 milioni di persone

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

La flat tax per le famiglie potrebbe valere 14,5 miliardi di sconto fiscale per circa 8 milioni di persone, con uno sgravio medio di circa 1.800 euro l’anno a contribuente. Ma il rovescio della medaglia della misura sta nella
difficoltà di trovare le coperture per l’intervento perché imponendo sui dati delle dichiarazioni dei redditi un’aliquota del 15% per redditi ‘medi’ compresi tra i 28 mila ed i 55mila euro lordi l’anno, si determinerebbe una perdita di gettito di 14,5 miliardi, pari allo 0,8% del Pil.

In vista dell’imminente varo del Def da parte del Governo, è questo lo scenario tratteggiato da una simulazione condotta da Confesercenti per Adnkronos sul possibile impatto della flat tax per le famiglie. Individuare le coperture all’interno della stessa struttura impositiva, ad esempio riducendo le deduzioni o detrazioni già esistenti o assorbendo il bonus 80 euro, depotenzierebbe invece l’impulso espansivo dell’intervento, permanendo a questo punto solo un effetto di semplificazione (dal momento che un’aliquota unica consentirebbe al contribuente di avere una più immediata percezione del proprio reddito netto e ciò porterebbe ad aumentare la propensione alla spesa) e non già di generalizzato aumento del reddito disponibile.

Inoltre, se finanziata in disavanzo, l’introduzione della flat tax porterebbe i livelli di indebitamento al di sopra del 3% del Pil e sembra difficile che il governo possa muoversi in tal senso. L’eventuale ampliamento del deficit renderebbe del tutto impraticabile la promessa di evitare l’aumento dell’Iva.

A beneficiare della misura sarebbe una platea che corrisponde al 15,5% dei contribuenti, che sono attualmente tra i più tartassati dal fisco e per i quali, attualmente, l’aliquota media di imposta sale fino al 23,9%, gli stessi che forniscono il massimo importo (addirittura il 31,5%) al gettito totale dell’Irpef.

L’obiettivo che ci si prefigge è di ridurre il carico fiscale sui lavoratori, equilibrando le differenze createsi dopo l’introduzione della flat tax per le pmi e stimolando in tal modo la crescita economica. Per avere un’idea del possibile effetto espansivo della misura, bisogna considerare che, in base all’attuale livello della propensione al consumo e a parità di altre condizioni, ogni 100 euro di maggior reddito lasciato nelle disponibilità delle famiglie si traduce in almeno 85 euro di maggiore spesa.

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