L'intervento degli agenti di Scotland Yard

Vikileaks: Assange arrestato a Londra, nell’ambasciata dell’Ecuador (Video)

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Politica, Top News

LONDRA – L’hanno portato via gli agenti di Scotland Yard. Julian Assange, fondatore di Wikileaks, è stato arrestato nell’ambasciata dell’Ecuador, a Londra, dopo che Quito ha revocato la concessione dell’asilo al giornalista australiano. Assange è in custodia alla stazione centrale di Scotland Yard e sarà portato al più presto davanti ai magistrati, riferisce la polizia londinese.  «Posso confermare che Julian Assange, 7 anni dopo essere entrato nell’ambasciata ecuadoriana, è ora sotto custodia della polizia per affrontare debitamente la giustizia del Regno Unito». Così il ministro dell’Interno britannico, Sajid Javid. Che ha aggiunto: «Voglio ringraziare l’ambasciata dell’Ecuador per la sua cooperazione e la polizia per la sua professionalità: nessuno è al di sopra della legge» Julian Assange non è uscito dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, è stato l’ambasciatore a far entrare la polizia britannica all’interno della sede diplomatica, dove il fondatore di WikiLeaks è stato arrestato: lo denuncia in un tweet la stessa organizzazione.

IL VIDEO DELL’ARRESTO PUBBLICATO SULLA PAGINA FACEBOOK DELLA TV RUPTLY

Australiano di origine, 47 anni, il fondatore di Wikileaks aveva ricevuto asilo fin dal 2012 dall’ambasciata dell’Ecuador – asilo concesso dall’allora
presidente Rafael Correa e revocato ora dal successore, Lenin Moreno – per sfuggire a un mandato di cattura britannico rimasto in piedi ormai solo per ragioni procedurali. Il mandato fa riferimento alla mancata comparizione di Assange di fronte a un giudice del Regno che lo aveva convocato sulla base della richiesta di assistenza nei confronti di una controversa inchiesta per stupro e molestie avviata contro di lui dalla magistratura svedese nel frattempo archiviata. Secondo Wikileaks, l’azione giudiziaria nasconderebbe tuttavia in realtà l’intenzione di Londra di consegnarlo agli Usa dove Assange è nel mirino fin dalla pubblicazione nel 2010 di una montagna di documenti riservati imbarazzanti per Washington.

La stessa Wikileaks aveva accusato fin dalla scorsa settimana il presidente Moreno di avere ormai deciso di liberarsi dello scomodo ospite, imputandogli come scusa presunte violazioni degli impegni presi in cambio della concessione dell’asilo. E avanzando in effetti il sospetto che Moreno volesse peraltro
piuttosto vendicarsi della pubblicazione recente di documenti su uno scandalo di corruzione e trasferimento d’ingenti somme in paradisi fiscali nel quale il presidente e suoi familiari risulterebbero pesantemente implicati.

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Ernesto Giusti

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