Le scehrmaglie fra i due vicepremier mettono in pericolo l'esecutivo

Governo: spirano venti di crisi, ma le eventuali elezioni non ci saranno prima di ottobre

di Paolo Padoin - - il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento, Politica

La vicenda Siri, non chiara, che il Pd sta sfruttando abilmente per coprire le magagne, gravi, della concorsopoli umbra che ha coinvolto suoi uomini e donne politiche di primo piano, sta mettendo a dura prova la resistenza del Governo. Visto che gli attacchi alle Lega vengono pure dal M5S, un fuoco amico. Anche se Conte, Di Maio e Salvini si affanno ad assicurare che il Governo durerà per tutta la legislatura (anche se a Salvini è sfuggito un lapsus, quattro mesi, invece di quattro anni), lo spettro della crisi agitato da qualcuno riaccende le suggestioni sul voto d’estate. Perfino a giugno, come minaccia qualcuno nella maggioranza. Ma quando? Due le date possibili,
almeno sulla carta: il 23 o il 30.

Dunque, visto che la legge impone che la campagna elettorale duri non meno di 45 e non più di 70 giorni, l”ultima data utile al presidente della Repubblica per sciogliere le Camere e mandare l’Italia al voto a giugno è il 14 maggio, ma èimpensabile che Mattarella sciolga le Camere in pieno periodo preelettorale europee e amministrative importanti. In teoria però resterebbero meno di quattro settimane per imboccare la prima finestra elettorale del 2019 nel caso lo scontro tra M5s e Lega deflagrasse in crisi di governo.

Al momento le ipotesi di voto anticipato sono, appunto, solo suggestioni, come quella che vedrebbe lo showdown nel governo solo dopo la conta delle elezioni europee del 26 maggio. In quest’ultimo caso, dando per scontato che nessun contendente (e neppure i più alti livelli istituzionali) immaginerebbe una chiamata alle urne in piena estate, uno scioglimento delle camere, dopo l’avvio di una ipotetica crisi, ci potrebbe essere nei primi giorni di settembre.Con l’apertura di una finestra per il voto tra le ultime due domeniche di ottobre (20 o 27).

La crisi potrebbe passare da un voto del Parlamento e dalla verifica dell’esistenza di una maggioranza alternativa. Solo quando il presidente della Repubblica verificasse che non ci sono più margini per far proseguire la legislatura, potrebbe decidere di sciogliere il Parlamento. Ma, visti i precedenti, Mattarella ritenterebbe senza dubbio di promuovere un accordo di governo sinistra – grillini, pur di mettere fuori gioco il centrodestra e Salvini. Ricevendo il plauso di vescovi e Vaticano.

Il voto a ottobre avrebbe però alcuni aspetti critici. La necessità di mettere in sicurezza i conti pubblici con la manovra economica, ha sempre visto i presidenti della Repubblica contrari a elezioni nel corso della sessione di bilancio. Situazione quest”anno ancora più complicata dalla formazione della nuova Commissione europea in autunno e dalla necessità di esprimere il Commissario italiano.

I sondaggi danno intanto la Lega saldamente primo partito in Italia. L’ultimo in ordine cronologico (Ipsos) la accredita di un 36,9%, in crescita; mentre, per quanto riguarda gli altri grandi partiti, il M5s sarebbe secondo con il 22,3%, in calo. A seguire il Pd con il 18,7%, Forza Italia con l”8,7% e Fratelli d”Italia con il 4,6%. Questa situazione potrebbe tentare Salvini, andare al voto per raccogliere i frutti dell’avanzata keghista dell’ultimo anno, che ha portato al raddoppio dei voti.

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già Prefetto di Firenze
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