Sabato 4 maggio alle 20

Firenze: Fabio Luisi dirige l’Orchestra del Maggio nell’ultimo concerto del ciclo Mahler/Schubert

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Fabio Luisi (foto Michele Borzoni_Terra Project_Contrasto)

FIRENZE – Inaugurato l’LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino, Fabio Luisi torna sul podio dell’Orchestra al Teatro del Maggio sabato 4 alle 20 per l’ultimo concerto del ciclo Mahler/Schubert. In programma la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D.125 di Schubert e la Sinfonia n. 4 in sol maggiore per soprano e orchestra di Gustav Mahler (soprano Marina Rebeka).

La Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D.125 impegnò Franz Schubert tra la fine del 1814 e i primi mesi del 1815 per ben quindici settimane, un tempo lunghissimo se paragonato alle gestazioni rapide della Prima e della Terza. La struttura scelta è la consueta: un Adagio introduttivo seguito da un Allegro in forma-sonata, un Andante, qui in forma di tema con variazioni, un Minuetto in stile settecentesco e un Presto finale. Ma se da un lato Schubert si mostra rispettoso delle convenzioni classiche, specie nei movimenti centrali, dall’altro manifesta intraprendenza e voglia di sperimentare in campo armonico e formale nel primo e nell’ultimo movimento.

La Sinfonia n. 4 in sol maggiore per soprano e orchestra di Gustav Mahler fu composta tra il 1899 e il 1900 e chiude idealmente il primo periodo sinfonico mahleriano incentrato sulla poetica del Des Knaben Wunderhorn. Come la Seconda e la Terza, anche la Quarta accoglie tra i suoi movimenti un canto su un testo poetico tratto dalla raccolta di Achim von Armin e Clemens Brentano, Das himmlische Leben (“La vita celestiale”), lirica pensata inizialmente per un settimo movimento della Terza, poi espunto, e riutilizzata quindi nel movimento di chiusura della Quarta. L’autore riflette su temi esistenziali già affrontati in precedenza, ma stavolta riproposti attraverso il filtro di un sogno fanciullesco. La vita nel regno celeste è tratteggiata dal primo movimento attraverso un linguaggio eterogeneo che mescola stilemi classici a motivi popolari, melodie infantili a movimenti di danza, il tutto accompagnato da un’orchestrazione leggera, in cui si fanno largo anche le sonorità inconsuete dei campanelli, nel primo movimento, o del primo violino accordato un tono sopra, nel secondo movimento, con effetto volutamente stridente. Il terzo tempo è uno dei grandi Adagi contemplativi mahleriani, momento di distensione che apre la strada alla visione ultima del regno delle beatitudini nel movimento finale, dove alla voce del soprano è affidato il racconto di quel singolare mondo ultraterreno fatto di piccole gioie con angeli che danzano, cantano e cucinano oggi sorta di leccornie. È il sogno della vita celestiale visto attraverso gli occhi di un bambino.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazzale Vittorio Gui)

Sabato 4 maggio alle 20

Biglietti da 25 a 100 euro in vendita anche sul sito del Maggio

 

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