Scontro con l'Ue anche sulla crisi a Tripoli

Migranti, Bruxelles a Roma su emergenza Libia: «Aiutateci voi». Conte: «Proposta insufficiente»

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Top News

La crisi libica irrigisce i rapporti fra Roma e Bruxelles

BRUXELLES – Rimpallo di responsabilità. Oppure ping-pong sui migranti. All’Italia che sollecitava proposte straordinarie da Bruxelles in caso dovesse scoppiare nuova emergenza migratoria dalla Libia, la Commissione europea risponde con una lettera in cui si chiede invece il sostegno di Roma sulla gestione degli sbarchi e si insiste sulla necessità di riformare il meccanismo per l’asilo, affossato dagli Stati membri. Una replica che lascia insoddisfatto il governo, con il premier Giuseppe Conte che attacca «l’approccio illusorio e insufficiente ai flussi migratori mostrato dall’esecutivo europeo».

Linea condivisa dal ministro degli Esteri Moavero, autore nei giorni scorsi della missiva indirizzata a Bruxelles per chiedere di preparare eventuali misure in caso di una nuova emergenza libica. Mentre sale a 392 il numero dei morti, e a 1.936 quello dei
feriti, dall’inizio degli scontri nell’area di Tripoli, la Commissione insiste dunque sull’urgenza di chiudere accordi temporanei sugli sbarchi, per far fronte a possibili picchi migratori dalla Libia, e domanda l’impegno deciso dell’Italia per mettere insieme una massa critica di Paesi, per attuare queste intese nel breve termine. Una soluzione su cui l’Unione si è incartata a più riprese, a causa dei veti incrociati dei Paesi, senza far registrare progressi concreti.

Ma la Commissione europea richiama anche sulla necessità della riforma dell’Asilo comune – la grande incompiuta della legislatura che volge al termine – vitale per gestire qualsiasi crisi migratoria futura. E più in particolare insiste sulla revisione del regolamento di Dublino e la necessità di un meccanismo di solidarietà strutturato e prevedibile, a garanzia che nessun Stato membro non sia abbandonato a sopportare, da solo, un peso sproporzionato. Una riforma prioritaria, secondo Bruxelles, per la quale serve quella piena determinazione degli Stati, che fino ad oggi non c’è stata, con i Paesi di Visegrad da un lato, e quelli del Mediterraneo dall’altro, che
per motivi diametralmente opposti hanno affossato le proposte messe sul tavolo, nel tempo. Anche per questo Bruxelles evidenzia come, per raggiungere un accordo equilibrato resti fondamentale il chiaro impegno dell’Italia.

L’Esecutivo comunitario è tornato sull’argomento rispondendo alla lettera di Moavero del 19 aprile, con cui il capo della
Farnesina chiedeva proposte per far fronte ad un’eventuale nuova emergenza migratoria. Un documento, quello arrivato da
Bruxelles, che Moavero commenta gelido: la Commissione europea «non ha fatto tutte le proposte che poteva e dovrebbe essere
una priorità del Parlamento europeo che sarà eletto a maggio stimolarla in tal senso. L’esecutivo dell’Unione – ha poi aggiunto il capo della Farnesina – è stato molto concentrato sulla relocation degli aventi diritto all’asilo, ma per tutti gli altri non c’è stata una risposta reale europea».

Intanto il vicepremier e leader del M5s Luigi Di Maio torna ad attaccare il suo omologo e capo della Lega Matteo Salvini, per la sua trasferta a Budapest, in cerca di alleanze per le Europee, da Viktor Orban, tra i più strenui oppositori della riforma di Dublino e del meccanismo dei trasferimenti dei richiedenti asilo. «Il muro di filo spinato che si vede nella foto con Salvini e Orban è un muro anche contro l’Italia, perché quelli sono i Paesi che dicono all’Italia di tenersi tutti i migranti, e fanno i sovranisti con le frontiere del
nostro Paese».

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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