Con 310 si e 107 no, tutti del centrosinistra

Parlamento: Taglio di un terzo delle poltrone di deputati e senatori approvato anche dalla camera

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

ROMA – Compie un passo decisivo la riforma costituzionale della maggioranza che taglia di oltre un terzo il numero di deputati e senatori: la Camera ha infatti approvato il testo, confermando quello trasmesso dal Senato. Si tratta della prima delle due letture conformi prevista per le riforme costituzionali e questa, potrebbe essere varata definitivamente entro Natale. Una tappa storica, ha esultato il ministro per le riforme Riccardo Fraccaro, che puo’ rallegrarsi del fatto che il testo sia stato sostenuto non solo da M5s e Lega, ma anche da Fi e Fdi (310 i sì), mentre ad opporsi è stato solo il centrosinistra, capitanato dal Pd di Ziingaretti, al quale fanno corona Leu, +Europa e Civica Popolare e Svp (107 no).

Significativa è stata anche la compattezza di Lega e M5s che su altri temi e leggi hanno una dialettica accesa. Il ddl riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. La maggioranza, guidata dal ministro Fraccaro, sottolinea che il taglio di 345 parlamentari porterò un risparmio di spesa e renderà più agile e snello il lavoro parlamentare. Nella dichiarazione di voto Vittoria Baldino, di M5s, sostiene che un numero inferiore di parlamentari porta maggior autorevolezza e responsabilità, come dimostra il fatto che negli Usa i senatori di ciascuno Stato sono solo 2.

Tesi appoggiate da Fdi, mentre Fi vota a favore ma con Francesco Paolo Sisto solleva una serie di “caveat”, analoghi alle critiche di chi si oppone, che lo spinge a dire che nella decisiva lettura parlamentare l’assenso degli “azzurri” dovrà essere conquistato: “il nostro è un sì condizionato”. Pd, Leu e il centrosinistra evidenziano altri aspetti, suffraqati dalle critiche dei costituzionalisti ascoltati nelle audizioni. E’ vero che si taglia il numero complessivo dei parlamentari ma lo si fa mantenendo il bicameralismo perfetto, con l’Italia che è l’unica Repubblica parlamentare ad averlo: era meglio un unica Camera politica di 500 deputati e un Senato delle Regioni, come la riforma Boschi.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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