Il rapporto dell'istituto

Bankitalia: dimezzate le stime di crescita, a + 0,3%

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

La Banca d’Italia

ROMA – La Banca d’Italia dimezza le stime di crescita dell’Italia per quest’anno: il pil si fermerà a +0,3%, contro il +0,6% stimato a gennaio. Le nuove proiezioni macro diffuse da Palazzo Koch nel quadro dell’esercizio coordinato con l’Eurosistema, vedono un rallentamento del prodotto interno lordo anche per il 2020 e 2021, rispettivamente a +0,7% dal precedente +0,9% e +0,9 da 1%.

“L’economia italiana tornerebbe a crescere a ritmi moderati nella seconda parte dell’anno in corso”, scrive Via Nazionale, spiegando che a pesare sul ribasso delle previsioni «la maggior debolezza della domanda estera osservata negli ultimi mesi e il protrarsi di condizioni di elevata incertezza rilevate nei sondaggi presso le imprese». Inoltre l’Istituto mette in guardia contro rischi elevati per le “perduranti tensioni sulle politiche commerciali internazionali, che potrebbero accentuare la debolezza dell’economia globale e ripercuotersi sulle esportazioni e sulla propensione
all’investimento, e, sul piano interno, dall’andamento dei mercati finanziari, che potrebbe risentire di un aumento dell’incertezza sulle prospettive della politica di bilancio e comportare condizioni di finanziamento per le imprese meno favorevoli”.

Alla crescita del pil contribuirebbero prevalentemente i consumi delle famiglie, che beneficerebbero delle misure di politica di bilancio a sostegno del reddito disponibile, e le esportazioni che crescerebbero in linea con la domanda estera. Debole invece la dinamica degli investimenti privati “frenata dall’incertezza sulle prospettive della domanda e da un graduale aumento dei costi di finanziamento”.

 

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