Le parole significative dell'Arcivescovo

Cardinal Betori: per dare una svolta alla crisi sociale dobbiamo vincere la paura e abbandonare la strada del politicamente corretto

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Politica

FIRENZE – Nella giornata della festa del patrono di Firenze, San Giovanni Battista, il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo metropolita di Firenze, ha celebrato stamani in Duomo la santa messa, alla presenza del presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Luca Bagnoli, del sindaco di Firenze, Dario Nardella, del prefetto, Laura Lega, e delle autorità civili e militari. Presente anche il neo presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, con la famiglia, che ha seguito anche l’inizio delle celebrazioni in Battistero.
Pregnante l’omelia del Cardinale: «Se vogliamo dare una svolta alla crisi sociale in cui siamo precipitati, tutto dovrebbe ripartire proprio dallo sguardo positivo sulla vita, vincendo la paura che ci tarpa le ali. Abbiamo bisogno di fiducia nel futuro – ha sostenuto Betori – riscoprendo la vicenda umana come un progetto spalancato sul domani, da costruire nella fatica ma anche nella gioia di sentircene protagonisti; guardando al mondo come la scena sulla quale siamo chiamati a interpretare quel confronto tra vita e morte, tra istanze negative e semi di bontà, tra miserie e grandezze che è il nucleo della storia umana, così come l’ha rivelata la Pasqua di Gesù».

Sui temi della vita «si apre di fronte a noi il campo vasto della mentalità diffusa, da denunciare nelle sue contraddizioni e da illuminare per orientarla verso un vero umanesimo. Occorre purificare il pensare comune, a cominciare dal superamento del politicamente corretto, per ricostruire un giudizio critico, oltre i luoghi comuni, e la progettualità, oltre il ‘si è fatto sempre così».

Anche la città di Firenze «ha bisogno di sentire la sua chiamata a ricostruire ogni giorno la propria identità. Questo perché la città non è un contenitore immobile di singole vicende, ma un vero e proprio organismo, in cui ciascun membro ha la propria irrinunciabile funzione, in cui ogni cellula contribuisce al benessere dell’intero corpo sociale, in cui l’organismo salva la propria identità attraverso il suo sviluppo, pena il decadimento. A questa immagine di città che vive – ha aggiunto l’arcivescovo -ciascuno è chiamato a dare il suo contributo, e perchè ciò avvenga è
essenziale che si salvaguardi lo spazio delle possibilità e delle responsabilità, secondo il principio di sussidiarietà, che salvaguarda le soggettività locali a fronte delle istanze centraliste e valorizza le vitalità della società civile a fronte del ruolo proprio ma limitato delle istituzioni».

Per l’occasione è stata inaugurata la replica della Porta Sud del Battistero di Firenze, realizzata con le stesse tecniche e maestria dell’originale di 700 anni fa. In occasione della festa di San Giovanni Battista, patrono della città, il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori ha benedetto la copia di bronzo del capolavoro monumentale di Andrea Pisano che da ora in poi sostituirà l’originale, in restauro.

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