Da oggi 12 luglio i nuovi gradi sulle giacche e sulle polo dei poliziotti

E’ calato il sipario sulle presentazioni ufficiali dei nuovi distintivi di qualifica da parte del Capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli. Ieri l’altro al Quirinale, ieri pomeriggio al Palazzo della Consulta. E sappiamo che proprio per evidenziare l’aspetto dell’Istituzione Polizia « come unica Forza, a competenza generale e ad ordinamento civile che esprime l’Autorità di Pubblica Sicurezza» che il prefetto Gabrielli ha voluto fortemente queste insegne nuove, frutto dell’impegno  di diversi mesi di un gruppo di lavoro nelle stanze del Viminale.

Oggi 12 luglio sono andati  in soffitta i gradi con cui poliziotti e cittadini si sono confrontati per trentotto anni, da quell’aprile del 1981 che vide la nascita della Polizia di Stato italiana sul modello delle altre polizie europee, non militari e sindacalizzate. Dalle ore 7,00 ogni operatore, dall’ agente al funzionario, ha avuto il suo bel da fare con la confezione consegnatagli e contenente i gradi per le spalline della giacca, i tubolari per la camicia, la mostrina per la polo estiva, da andare a sostituire alle precedenti, da considerarsi ormai storia.

Per dovere di obiettività ci preme però annotare che  il consenso per questo totale rinnovamento dei distintivi di qualifica  non e’ stato unanime. Quella del  segretario generale del SAP – sindacato autonomo di polizia –  Stefano Paoloni, ad esempio, e’stata una voce fuori dal coro. Il rappresentante sindacale, infatti, ha inteso prendere le distanze dagli intendimenti del Capo della Polizia già da subito, «sia per il rilevante costo della  realizzazione  dell’impresa –  5 milioni di euro –  denaro che ben si sarebbe potuto indirizzare ad altre più essenziali esigenze dell’apparato della sicurezza,  sia per l’abbandono delle vecchie insegne legate alla tradizione e al percorso storico che contraddistingue l’Istituzione».

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Sergio Tinti

già Comandante Polizia Stradale della Toscana

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