Martedì 30 luglio alle 21.15

Fiesole: al Teatro Romano «Nel tempo degli dèi – Il calzolaio di Ulisse» con Marco Paolini

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Marco Paolini in «Nel tempo degli dei» (foto Gianluca Moretto)

FIRENZE – Martedì 30 luglio alle 21.15 il Teatro Puccini porterà in scena al Teatro Romano di Fiesole, per la 72ma Estate Fiesolana, «Nel tempo degli dèi – Il calzolaio di Ulisse» con Marco Paolini.

Era nata come Odissea tascabile ed è cresciuta nel tempo, nei suoni e nello spazio: è diventata olimpica e quasi alpina. Perché Ulisse più lo conosci e più ti porta lontano: e la distanza (celeste e marina) è la condizione essenziale per comprenderlo e cantarlo, perché di un canto si tratta: un canto, antico di tremila anni; è la storia dell’Occidente, e tutto contiene, da quando il mondo iniziò con le misteriose, ambigue e capricciosissime entità che muovono questa storia: gli dèi.

Ex guerriero ed eroe, ex aedo, Ulisse si è ridotto a calzolaio viandante, che da dieci anni cammina verso non si sa dove con un remo in spalla, secondo la profezia che il fantasma di Tiresia, l’indovino cieco, gli fa nel suo viaggio nell’al di là, narrato del X canto dell’Odissea.

Questo Ulisse pellegrino e invecchiato non ama svelare la propria identità e tesse parole simili al vero. Si nasconde, racconta balle, si inventa storie alle quali non solo finisce col credere, ma che diventano realtà e addirittura mito.

È partito all’alba che segue la gara dell’arco e la strage dei pretendenti: giusto il tempo di un pianto liberatorio col figlio Telemaco e una notte d’amore con Penelope, e subito riparte. Perché un destino già scritto e la volontà degli dèi gli hanno imposto di massacrare i 108 giovani principi achei che gli hanno invaso la casa, insidiato la moglie, e le 12 ancelle che agli invasori si sono concesse. Potrebbe dichiararsi innocente perché così gli hanno dettato gli dèi, che considerano quel sangue un rito sacrificale, ma Ulisse non ci sta. Impossibilitato a sottrarsi a quel destino di morte e violenza, invece di godersi la vittoria con l’annessa protezione divina (Atena e Zeus sono al suo fianco a benedirlo prima, durante e dopo la strage), si autoinfligge la più dura delle punizioni e denuncia come crimine quello che gli dèi dell’Olimpo considerano un’ecatombe, cioè il più grande sacrificio che un essere umano possa loro offrire, e riparte con Telemaco, che lo segue senza mai aprire bocca.

Questo e molto altro, sotto le mentite spoglie di un calzolaio – anzi, del calzolaio di Ulisse, uno straniero dai sandali sdruciti, indurito dagli anni, dall’età, dai viaggi e dai naufragi – racconta il protagonista a un giovanissimo capraio incontrato apparentemente per caso.

Teatro Romano di Fiesole (via Portigiani 1)

Martedì 30 luglio alle 21.15

Marco Paolini in «I 20 anni di Nel tempo degli dèi. Il calzolaio di Ulisse», di Marco Paolini e Francesco Niccolini, regia Gabriele Vacis, e con Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani, musiche originali di Lorenzo Monguzzi con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero, scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco, aiuto regia Silvia Busato, luci Michele Mescalchin, fonica Piero Chinello, assistenza tecnica Pierpaolo Pilla, direzione tecnica Marco Busetto, prodotto da Michela Signori, produzione Jolefilm, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa con la collaborazione di Estate Teatrale Veronese e Teatro Stabile Bolzano

Biglietti 27 / 22 euro, prevendite Box Office

Tutte le sere di spettacolo i possessori del biglietto per l’evento previsto nella serata potranno visitare dalle 20,00 alle 21,30 gratuitamente il Museo Civico Archeologico di Fiesole che conserva materiali delle culture Villanoviane, Etrusche, Romane e Longobarde. Il ridotto residenti nel Comune di Fiesole è acquistabile solo presso la biglietteria del Teatro presentando un documento d’identità che attesta la residenza

 

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