Mercoledì 4 settembre alle 21.15

Firenze: a San Miniato al Monte L’Homme Armé canta una Passione inedita di Corteccia, il musico di Cosimo I

di Gilda Giusti - - Cronaca, Cultura

I solisti della sezione maschile de L’Homme Armé

FIRENZE – Nell’ambito di «FloReMus. Rinascimento Musicale a Firenze», festival internazionale organizzato dall’ Associazione L’Homme Armé, mercoledì 4 settembre alle 21.15 presso la Basilica di San Miniato al Monte (via delle Porte Sante, 34; ingresso libero; info 3396757446, www.hommearme.it) L’Homme Armé diretto da Fabio Lombardo, cui si aggiunge la voce recitante dell’attore Pietro Bartolini presenta «Una Passione per il popolo. La Passione secondo Matteo di Corteccia, il musico del Granduca Cosimo I».

A cavallo tra gli anni Venti e Trenta del XVI secolo, il giovane musicista mediceo compone due passioni. In questo concerto viene presentata la passione secondo Matteo, a tutt’oggi ancora inedita (la trascrizione è stata effettuata alcuni anni fa, in vista di un’esecuzione con L’Homme Armé, da Fabio Lombardo direttamente dal manoscritto conservato all’Opera del Duomo), un esempio del particolare stile fiorentino che si andava sviluppando in quegli anni parallelamente all’invenzione del madrigale. Corteccia diventerà il musico prediletto del Granduca Cosimo.

Anni travagliati per Firenze quelli a cavallo tra la seconda e la terza decade del Cinquecento. Dopo la morte di Giovanni de’ Medici, il grande condottiero “dalle bande nere”, la presenza dei Lanzichenecchi di Carlo V in Italia risulta sempre più inquietante per Firenze. Cresce il malcontento verso i Medici e rinasce lo spirito savonaroliano; i Medici abbandonano Firenze, si diffonde la peste, i seguaci di Savonarola proclamano Cristo re di Firenze. E nel ’29 comincia l’assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali che, dopo varie e controverse vicissitudini, riusciranno a entrare nell’agosto del ’30, anche se fu evitato il saccheggio come era stato a Roma tre anni prima. I Medici rientrano definitivamente a Firenze e Alessandro de’ Medici viene eletto nel ‘32 Duca della Repubblica fiorentina ( ma assassinato pochi anni dopo). La produzione artistica, che ha reso la città famosa in tutta Italia e in Europa, ha un rallentamento, ma non si ferma: solo per fare un esempio relativo all’architettura, negli stessi anni Michelangelo Buonarroti si dedica alla costruzione della Biblioteca Laurenziana, alla Sagrestia nuova di San Lorenzo, oltre a varie fortificazioni difensive. Anche la musica ha risentito delle vicende turbolente che hanno maggiormente colpito l’ambito religioso, soprattutto dall’avvento di Savonarola in poi. In città si fa ancora musica polifonica ma certamente con meno risorse ed energie rispetto al periodo laurenziano. Eppure negli anni ’20 comincia a svilupparsi uno stile, influenzato anche da altri ambienti cortigiani italiani,  uno stile musicale che darà origine alla fortunata stagione del madrigale, uno stile italiano che si diffonderà in tutto il continente.

In questi anni travagliati ma evidentemente non sterili, un giovane sacerdote fiorentino, Francesco Corteccia, compone delle musiche polifoniche per la liturgia della Settimana Santa: una prima Passione polifonica per il Battistero di San Giovanni, sul testo di Giovanni (1527), e una seconda per la Basilica di San Lorenzo, sul testo di Matteo. Queste composizioni sono le prime testimonianze nella produzione cinquecentesca di Passiones polifoniche, un autentico primato per la cronologiae la fortuna del repertorio italiano fiorito nel trentennio successivo (dalla Passio di Innocenzo De Albertis del 1540 a quelle di Giovanni Nasco del 1561 e di Paolo Aretino del 1565). Conservate entrambe in un manoscritto dell’Archivio dell’Opera del Duomo di Firenze, la Passione eseguita stasera mette in musica una consistente selezione del testo di Matteo, in uno stile molto particolare che, sebbene erede lontano delle formule imitative di derivazione franco-fiamminga, privilegia soprattutto l’omofonia, uno stile semplice che restituisce la comprensibilità del testo in una forma che, soprattutto in certi punti, acquista un potenziale drammatico del tutto nuovo per l’epoca. Uno stile semplice che, nonostante la raffinatezza delle relazioni armoniche, sembra parlare anche al popolo, che, visti i tempi, probabilmente si immedesimava in questa storia universale, riconoscendovi i temi della sofferenza, del tradimento, del sacrificio, temi estremamente attuali. La parte dell’Evangelista viene recitata in lingua volgare secondo la traduzione curata dal domenicano Santi Marmochino e pubblicata a Venezia nel 1538.

Corteccia dedicherà alla liturgia della Settimana santa la realizzazione dell’intero ciclo dei Responsori che verrà pubblicato molto tardi, un anno prima della sua morte, quando ormai era all’apice della sua carriera, riconosciuto come “musico del Serenissimo Cosimo de Medici” Duca di Toscana. Da questa monumentale opera estratti alcuni brani che mostrano la maestria compositiva di Corteccia, che riesce a realizzare uno stile sacro che risente, proprio per i testi legati alla passione di Cristo, dell’espressività semplice del primo madrigale, dove comincia a nascere uno stile nuovo, lontano dalle complessità dell’antico stile fiammingo

Mercoledì 4 settembre alle 21.15

Programma:

Francesco Corteccia (1502-1571), dai “Responsori per la Settimana Santa” (Responsoria omnia quintae ac sextae feriae sabbatique maioris hebdomade paribus vocibus a Francisco Corticio Florentino, musices serenis. Cosmi Medices magni Etruriae d. praefecto iuxta Breviarii Romani formam restituti, una cum cantico Zacharuae et psalmo Davidis quinquages. ipsis feriis accomodata, Angelo Gardano, Venzia 1570): In monte oliveti – Ecce vidimus Omnes amici mei – Caligaverunt oculi mei – Velum templi scissum est – Plange quasi virgo – O vos omnes – Ecce quomodo moritur justus

«Passione secondo Matteo» (1532)

L’ HOMME ARMÉ; Fabio Lombardo, direttore; Pietro Bartolini, voce recitante

Cantus: Giovanni Biswas*, Cristiano Benedetti, Niccolò Landi, Luca Mantovani

Altus: Luciano Bonci*, Paolo Davolio, Federico Mancini, Francesco Zani

Tenor: Paolo Fanciullacci*, Michele Gaddi, Tommaso Barni

Bassus: Gabriele Lombardi*, Andrea Berni, Giorgio Marcello

* solisti

L’ingresso è libero con offerta libera (destinata all’Associazione La Stanza Accanto, per l’acquisto di libri scolastici per ragazzi economicamente disagiati)

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Gilda Giusti

Gilda Giusti

Redazione Firenze Post