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Pisa: smantellato campo nomadi più grande della Toscana

PISA – Con ordinanza del sindaco di Pisa per motivi igienico-sanitari e ambientali emanata in data 30 agosto e notificata agli ultimi occupanti abusivi, è stata decretata la definitiva chiusura dell’insediamento abusivo di via Maggiore di Oratoio, che negli anni scorsi è stato il campo rom non autorizzato più grande della Toscana. Al momento dell’insediamento della giunta del sindaco Michele Conti, nel campo si contava la presenza di circa 280 persone di etnia rom macedone. Con la delibera del novembre 2018, l’Amministrazione aveva dato indirizzo di giungere al superamento definitivo dell’insediamento entro 18 mesi da quella data.

Grazie al lavoro quotidiano degli operatori dei servizi sociali della Società della Salute, il lavoro di mediazione della cooperativa Il
Simbolo, agli interventi della Polizia Municipale e alla regia dell’assessore al sociale Gianna Gambaccini e dell’assessore alla
sicurezza Giovanna Bonanno, è stata messa in moto un’efficace politica di interventi, che ha permesso di arrivare al superamento del campo in soli 11 mesi. In tutti questi mesi si è parallelamente proceduto ad abbattere le oltre 60 baracche presenti nell’insediamento, mano a mano che si liberavano. La rimozione dei manufatti abusivi è avvenuta in collaborazione con la Direzione Ambiente e con l’assessore Filippo Bedini, che si sono subito messi all’opera per quantificare e programmare l’opera di pulizia e bonifica dell’area.

«Le norme nazionali in materia di occupazione abusiva di terreni – spiega il sindaco Michele Conti – ci sono venute incontro: in
particolare la direttiva del Ministero dell’Interno del 1 settembre 2018 ci ha dato gli strumenti per produrre atti in giunta e in
consiglio finalizzati a tale scopo. La direttiva, che detta le linee di indirizzo da adottare in caso di occupazione arbitraria di immobili
o terreni, prevede per gli occupanti che non si trovano in condizioni di fragilità, la possibilità di assumere forme di assistenza».
Successivamente sono stati infatti introdotti interventi sociali finalizzati a individuare, solo per coloro che ne avevano titolo,
sistemazioni alternative. ”Il lavoro costante portato avanti dai servizi sociali – prosegue Conti -, schierando professionisti capaci
di mediare le situazioni ed individuare soluzioni adatte per ogni singolo nucleo familiare, ha permesso di procedere alla riduzione
delle presenze e all’abbattimento delle baracche, senza mai riscontrare alcun momento di tensione. Grazie a questi interventi – conclude il sindaco – nel marzo 2019 le presenze erano scese a 259, di cui 114 adulti e 113 minori, mentre nel mese di luglio erano già 200 le persone allontanate. Durante il mese di agosto gli interventi sociali hanno portato all’allontanamento degli ultimi nuclei rimasti, permettendo di arrivare allo svuotamento definitivo dell’insediamento. Dopo soli 11 mesi di intervento, in netto anticipo rispetto al cronoprogramma da noi stabilito, è stata emessa un’apposita ordinanza, emanata per le gravi condizioni igienico-sanitarie ed ambientali in cui è ridotta l’intera area, che ne decreta la chiusura ufficiale».

Con l’abbattimento delle ultima baracche rimaste in piedi, l’area, dopo che nei mesi scorsi si era già provveduto a realizzare
una recinzione con jersey al fine di isolare la parte che solitamente veniva usata per accatastare ed incendiare rifiuti, verrà in questi
giorni interamente recintata e si potrà dare inizio al lungo lavoro di asportazione dei rifiuti presenti nell’area e alla successiva opera di bonifica ambientale, che durerà alcune settimane, data la mole e la natura, anche pericolosa, di molti rifiuti. L’intervento dell’Ufficio Ambiente per le operazioni di pulizia viene supportato dalla Polizia Municipale e dalle altre forze dell’ordine
messe a disposizione dalla Questura di Pisa.

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