L'operazione della Guardia di Finanza

Firenze: fatture false per evadere il fisco. Tre cinesi indagati: sequestrati beni per 6 milioni

di Redazione - - Approfondimento, Cronaca, Economia, Fisco

FIRENZE – Sequestrati beni oltre 6 milioni per evasione fiscale. L’accusa riguarda tre cittadini cinesi: risultano indagati una donna residente a Campi Bisenzio, titolare di una pelletteria, il cognato e il nipote, che di fatto gestivano l’azienda come amministratori. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, Agnese Di Girolamo, hanno eseguito questa mattina, 19 novembre, il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di conti correnti, beni mobili e immobili nella disponibilità della
ditta che ha sede a Campi Bisenzio, della titolare e degli altri due co-gestori e amministratori di fatto, ritenuti responsabili di aver utilizzato fatture false per evadere il fisco. L’indagine dei finanzieri, coordinata dal pm Fabio Di Vizio, è nata da una verifica fiscale nella ditta che produce borse e accessori in pelle per conto di una famosa griffe del mondo della moda, risultata estranea ai fatti. Fra i beni sequestrati, 6 autovetture, di cui 4 di lusso, denaro contante per un valore superiore ai 100.000 euro, preziosi di varia natura, 25 monete d’oro, lingotti e statuette. Sequestrata anche una villa, costituita da due immobili, del valore di circa mezzo milione di euro.

L’inchiesta ha evidenziato due distinte condotte da parte della titolare cinese, accomunate dallo scopo di diminuire i ricavi dichiarati al fisco: da una parte l’indagata ha registrato in contabilità di costi superiori a quelli effettivamente sostenuti; dall’altra si è rivolta a soggetti economici esistenti, ma che di
fatto non hanno mai operato, commissionando l’emissione di fatture per operazioni mai avvenute. Le indagini hanno fatto emergere il ruolo attivo nella gestione della ditta individuale di altri due cinesi, ll cognato e il nipote della titolare indagata, che è sempre rimasta la dominus  dell’azienda.
Al termine dell’indagine, la procura ha chiesto l’adozione della misura del sequestro preventivo per equivalente per l’ammontare complessivo delle imposte evase. Il gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo nei confronti dei tre indagati fino a concorrenze dell’importo di più di 6 milioni di euro su conti correnti, cassette di sicurezza e beni mobili ed immobili.

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