In attesa dell'entrata in funzione del nuovo esecutivo

Commissione Ue al bivio, o riforma il sistema o si va verso la dissoluzione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Ancor prima che la nuova commissione Ue di ursula Von der Leyen, dopo molte peripezie e difficoltà, riesca a entrare in carica e a svolgere il suo programma e il suo lavoro, fioriscono da ogni parte suggerimenti, critiche e previsioni sul percorso che dovrà essere compiuto per evitare la disgregazione dell’Europa che, secondo le sinistre, porterebbe al trionfo definitivo dei populisti.

Se la Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen che dovrebbe finalmente insediarsi nei prossimi
giorni «non farà in 2-3-4 anni le riforme che sono necessarie all’Ue i populisti ed i nazionalisti torneranno in tutti i paesi europei». E’ l’avvertimento lanciato dall’europarlamentare belga di Renew Europe Guy Verhofstadt, che prende atto della situazione attuale, delle difficoltà di popolari e socialisti, ma soprattutto dell’avanzata dei movimenti di estrema destra anche in Spagna e Germania, dopo che in Francia il Front National è stabile come forza politica  alternativa a Macron e in Italia crescono Lega e FdI.

«La commissione di von der Leyen all’inizio ha fatto una buona impressione – riconosce l’ex premier belga – Ora bisogna aspettare le prime iniziative che prenderà. Spero che questo esecutivo collabori con il Parlamento europeo ed il Consiglio per riformare l’Ue. Questa è la sfida dei prossimi 2-3-4 anni, un periodo veramente pericoloso,
perché se non saremo capaci di riformarla veramente, ci sarà il ritorno dei nazionalisti e dei populisti in tutti i Paesi europei.

La tesi di Verhofstadt è sicuramente giusta, ma parziale. La riforma delle istituzioni europee deve essere profonda, ribaltare le priorità che sono state perseguite negli ultimi decenni dalla finanza e soprattutto da Francia e Germania, a loro esclusivo vantaggio, e rimettere al centro non una politica di sacrifici, ma di espansione. Non si può permettere che Germania e Paesi del nord agiscano in modo da affamare e sacrificare altri paesi del sud europa, come hanno fatto con la Grecia. E lEuropa cominci a studiare una vera politica Europea per l’immigrazione, per non esserne travolta.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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