le indagini delle autorità elvetiche

Svizzera: combattente Isis arrestato in centro accoglienza richiedenti asilo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

KREUZLINGEN – La polizia svizzera del Canton Turgovia ha arrestato nel centro per asilanti di Kreuzlingen un uomo – siriano, secondo notizie di stampa – sospettato di aver combattuto nelle file dell’Isis. L’arresto è avvenuto sabato scorso e del caso si è interessato anche il Ministero pubblico della Confederazione, la procura federale, che ha confermato oggi a Keystone-ATS di aver avviato un procedimento per violazione della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, ossia per ingresso illegale. Una conferma evidente che fra i migranti che arrivano in Europa si infiltrano terroristi.
Un eventuale perseguimento per appartenenza a organizzazione terroristica è di competenza federale: per questa ragione, sullascorta di alcuni sospetti, è stata attivata la procura federale. Gli interrogatori dell’uomo sono stati effettuati alla presenza di agenti della polizia federale. Al momento la procura federale ha però rinunciato ad avviare un procedimento, non riscontrando sufficienti elementi per agire e la magistratura del Canton Turgovia ritiene da parte sua che chiuderà il caso con un decreto d’accusa, per poi espellere il condannato. Secondo i media turchi – ripresi dal portale elvetico Crime Schweiz e da Blick e 20 Minuten – l’uomo in questione è originario di Qamischli, località del nord-est della Siria al confine con la Turchia. Dopo aver soggiornato in una clinica in Turchia sei
mesi or sono sarebbe entrato in Svizzera. In un primo tempo accolto nel centro di Altstätten, è poi passato a quello di Kreuzlingen.

Alle autorità elvetiche avrebbe detto di sapere solo l’arabo e gli sarebbe quindi stato affiancato un interprete: sarebbe però poi emerso che parla bene anche curdo, turco e tedesco. Avrebbe anche goduto di una posizione di preminenza nei centri, assumendo compiti di responsabilità. Diversi rifugiati hanno però presto manifestato il sospetto che potesse trattarsi di un miliziano dello stato islamico e hanno perciò avvertito le direzioni dei centri. La segnalazione alla polizia è partita quando un profugo avrebbe riconosciuto l’uomo su una foto di una testata siriana che mostrava jihadisti.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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