Vertice nel pomeriggio

Governo: tensione sul Mes, Salva Stati. Salvini chiede l’intervento di Mattarella

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

Matteo Salvini

ROMA – Il governo rischia grosso sul Mes, il Fondo salva Stati Europei. Il premier Giuseppe Conte sarà lunedì 2 dicembre alla Camera alle 13 per una informativa sulla vicenda del Mes. La Lega va all’attacco e chiede un intervento di Mattarella. «Il governo – dice il capogruppo a Montecitorio Claudio Molinari – non ha rispettato il mandato del Parlamento, un fatto gravissimo. Chiediamo l’intervento di Mattarella, c’è da difendere la Costituzione e il parlamentarismo».

Gli fa eco Matteo Salvini: «Chiediamo un incontro ai vertici ai massimi livelli istituzionali. I nostri avvocati – fa inoltre sapere – stanno studiando l’ipotesi di un esposto ai danni del governo e di Conte».

Il governo come reagisce? Ci sarà un vertice di maggioranza, con Conte e Gualtieri, per valutare tutto il pacchetto salva Stati, informa il capo politico M5s, Luigi Di Maio, a Radio Anch’io. «Lo faremo – dice – col dialogo ed è sbagliato dire che abbiamo già approvato questo pacchetto».

Si terrà, intanto, nel pomeriggio, l’assemblea dei deputati e senatori del M5s con Di Maio sull’argomento. La riunione, inizialmente prevista per ieri sera, era stata rinviata a causa del protrarsi dei lavori d’Aula alla Camera. La riunione, nella sala Tatarella, era riservata ai componenti delle Commissioni Bilancio e Finanze dei due rami del Parlamento ma «data l’importanza del tema l’incontro è aperto a tutti gli interessati».

«Basta bugie sul Mes. Non ci sarà nessun prelievo forzoso sui conti correnti – dice il deputato Pd Piero De Luca -, ma anzi maggiore tutela per i risparmiatori italiani ed europei e nessuna ristrutturazione automatica del debito pubblico italiano. La Lega, peraltro, era pienamente al corrente di quanto accadeva e ha condiviso i negoziati che si sono svolti nei mesi precedenti sia in Consiglio dei Ministri che in Parlamento. La smettano di raccontare bugie e di soffiare sulle paure degli italiani».

«Chi è in questo tavolo ha ampie prove di messaggi, di interlocuzioni, sulla nostra posizione che era non firmiamo niente – dice ancora il leader della Lega, Matteo Salvini, in una conferenza stampa alla Camera sul Mes – Non abbiamo preso nessun impegno. Se dovessimo scoprire che qualcuno l’impegno l’ha preso la cosa è diverso». E il leghista Giancarlo Giorgetti rincara la dose: «La Lega sapeva del Mes e abbiamo detto la nostra nelle sedi in cui doveva essere fatto. Ci sono sedi informali in cui si preparano i negoziati e in quelle sedi abbiamo detto il nostro no. Poi l’abbiamo fatto nella sede Regina, in Parlamento, dove avremmo dovuto farlo?».

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Ernesto Giusti

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