A vent'anni dalla scomparsa

Bettino Craxi: mille socialisti ad Hammamet con Stefania per ricordare il leader

di Redazione - - Cronaca, Eventi, Politica, Reportage

Socialisti ad Hammamet da Craxi. Da sinistra: Gianni Bonini, Pieraldo Ciucchi, Fabio Fallai

HAMMAMET – Stefania Craxi aveva pronosticato che quest’anno, per il ventennale della scomparsa di Bettino, un migliaio di persone avrebbero reso omaggio allo statista socialista presenziando agli eventi promossi ad Hammamet dalla omonima Fondazione. E così è stato. Sarà che più il tempo passa, più si avverte il vuoto – scrivono i socialisti – lasciato all’antipolitica, sarà il caos nel Mediterraneo ed in Libia in particolare portato delle cosiddette primavere arabe che fanno sentire l’assenza di una presenza italiana forte ed autorevole, sarà l’irruzione nel sentimento popolare della sofferenza dell’esilio provocata dal film di Gianni Amelio, però mai come questa volta lo statista socialista si prende la scena e costringe la classe politica attuale ad un confronto impari.

Personalità di tutti i settori, il comitato d’onore ben visibile sul sito fondazionecraxi.org è un elenco impressionante, militanti politici vecchi e nuovi non solo socialisti e gente comune sono venuti a testimoniare la loro solidarietà e poco importa se qualcuno lo fa in ritardo. Quello che conta è che vent’anni dopo la sua storia è più che mai viva ed attuale e parla di un grande patriota che vedeva nel socialismo tricolore la via maestra per dare all’Italia ed alla sua civiltà un ruolo geopolitico determinante in Europa e nel Mediterraneo a fianco dei popoli in via di sviluppo. Perché i popoli esistono anche quando sono poveri, come ebbe a dire dopo che a Sigonella difese con determinazione la sovranità nazionale. Così la mostra fotografica, il docu-film e la cerimonia di commemorazione sulla tomba di Bettino Craxi nel piccolo cimitero cristiano che guarda verso il mare nostrum vanno oltre l’orgoglioso pellegrinaggio, che si rinnova quotidianamente nel paese, la Tunisia, che lo protesse dalla patria ingrata ed ancora lo ama, diventano l’occasione per l’Italia di guardarsi allo specchio e di ripensare a quello che avrebbe potuto essere e non è stato…perché è vero che indietro non si torna, ma altrettanto è vero che senza memoria non c’è futuro.

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