Era stata nella città epicentro dell'infezione

Virus cinese: a Parma nuovo caso sospetto su una donna. E c’è un italiano a Wuhan, città spettrale

di Ernesto Giusti - - Approfondimento, Cronaca, Economia

PARMA – Dopo la cantante lirica di Bari, che sembra non essere stata colpita da coronavirus, ecco che scatta un nuovo allarme in Italia: stavolta a Parma. Potrebbe essere stata c olpita una donna italiana di mezza età, di ritorno da Wuhan. La paziente, ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Maggiore, è comunque in buone condizioni di salute. Rientrata qualche giorno fa dalla località cinese epicentro della diffusione del virus, ha accusato lievi sintomi di infezione alle vie respiratorie e, su consiglio del suo medico di base, si è presentata al pronto soccorso del Maggiore. Il caso, sottolinea l’Ausl di Parma, è solo sospetto. Le aziende sanitarie locali hanno attivato tutte le procedure previste dal ministero della Salute e dalle Autorità regionali. Considerando la sua anamnesi, la paziente parmense si trova in isolamento respiratorio prudenziale.  La donna avrebbe fatto parte, a Wuhan, del tour dello stesso gruppo di artisti della paziente ricoverata a Bari, ovvero il primo caso sospetto emerso ieri in Italia: ma già oggi il test per verificare se la paziente fosse stata effettivamente contagiata dal coronavirus cinese è risultato negativo. La conferma è arrivata da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’istituto Spallanzani di Roma. La donna seguirà comunque nei prossimi giorni le procedure previste di ulteriori controlli.

In Cina, nel frattempo, sono saliti ad 897 i casi accertati di contagio del nuovo coronavirus nCOV-2019, mentre i morti si sono attestati a quota 26: è l’ultimo bollettino aggiornato alle 22 locali (le 15 in Italia), diffuso dai media cinesi. Tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che compongono amministrativamente il Paese, solo il Tibet risulta ancora privo di casi. Tredici, intanto, le città dov’è stato imposto lo stop ai trasporti pubblici: Xianning, Xiaogan, Enshi, Zhijiang, Jingzhou, Huangshi, Qianjiang, Xiantao, Chibi, Ezhou, Huanggang e Lichuan, oltre alla città epicentro dell’epidemia, Wuhan, nella provincia dell’Hubei, portando così ad oltre 41 milioni il numero di cittadini coinvolti dalle misure per contrastare l’emergenza. In molte città è stata disposta anche la chiusura di luoghi aperti al pubblico come teatri o locali. Chiusi, ad esempio, i ristoranti McDonald a Wuhan, Ezhou, Huanggang, Qianjiang e Xiantao. Così come, a partire da domani, ha deciso di chiudere temporaneamente i battenti Disneyland Shanghai. Anche a Pechino la forte preoccupazione per la diffusione dell’epidemia ha indotto le Autorità ad adottare misure drastiche: la Città proibita è stata chiusa e tutti i festeggiamenti per il Capodanno cinese annullati. Stop alle celebrazioni anche nella regione semi-autonoma di Macao. Interdette, infine, alcune sezioni della Grande Muraglia. L’italiano a Wuhan: bloccato qui, città spettrale. Tra i milioni di cittadini isolati, ci sono anche una ventina di italiani, tra residenti, studenti e turisti, che si trovano a Wuhan. Tra loro, Lorenzo Di Berardino, studente abruzzese rimasto bloccato dentro un campus universitario, che racconta all’Ansa di una città spettrale, letteralmente deserta.

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Ernesto Giusti

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