Curata dall'antiquario Alberto Bruschi

Firenze, Museo de’ Medici: nuova reliquia in mostra. E progetti futuri

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Eventi

FIRENZE – Si arricchisce  la mostra Cosimo I. Spolveri di un grande affresco, esposizione d’esordio del nuovo Museo de’ Medici, aperto lo scorso giugno nel centro di Firenze e che ha sede al piano nobile di Palazzo Sforza Almeni, in via dei Servi. Dopo le 26 monete dedicate al duca (e poi granduca) Cosimo I de’ Medici visibili dallo scorso dicembre, da qualche giorno la mostra propone anche una rarissima reliquia
di San Pio V, il papa che concesse il titolo di Granduca a Cosimo I e che personalmente lo incoronò a Roma nel 1570. La reliquia contiene in un lato un brandello di veste e di carne del pontefice, dall’altro ceneri compattate dei suoi resti. La cosa sorprendente è che se queste ceneri sono esposte ad una luce radente appare visibile l’inconfondibile effige di profilo del papa. La nuova reliquia è esposta a fianco della
pantofola e della chiroteca già protagoniste della mostra. Curata dall’antiquario e esperto della Dinastia Medici, Alberto Bruschi, l’esposizione, che celebra i 500 anni trascorsi dalla nascita di Cosimo I de’ Medici, si caratterizza per la selezione di opere e oggetti provenienti da collezioni private, quindi non musealizzati, e perciò d’interesse ancor maggiore.

PROGETTI -Da quando è stata inaugurata la mostra dedicata a Cosimo I, il Museo de’ Medici di Firenze ha registrato un’ottima affluenza con un picco di visite durante le feste di Natale. Particolarmente gradite sono state la visita del mister Giovanni Trapattoni, della comunità cinese Nuova via della seta e del gruppo storico Scannagallo, così come sono state gradite ospiti alcune associazioni tra cui varie Pro Loco, il Lions di Palazzo Vecchio e una rappresentanza del Touring Club Italia. Con l’inizio del nuovo anno ha preso il via un nutrito calendario di nuovi progetti che coinvolgeranno il Museo de’ Medici, tra tutti il nuovo accordo stipulato con il M° Paolo Zampini, direttore del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Grazie al diretto interesse del direttore e a quello della professoressa Anna Clemente, da metà febbraio il museo ospiterà, ogni giovedì, i concerti su strumenti originali del dipartimento di musica antica del conservatorio. Continueranno poi ogni venerdì gli affollati appuntamenti con l’associazione Firenze Alchemica e prossimamente anche quelli con l’Accademia Italiana del Galateo che, essendo già attiva in altri musei d’Italia, ha scelto il Museo de’ Medici per portare i suoi corsi di bon ton a Firenze. Domenica 2 febbraio alle
18.30 la prima lezione aperta al Museo.

STORIA E BELLEZZA – Una delle opere più importanti esposte nel percorso espositivo è il quadro-bozzetto preparatorio di Jacopo Ligozzi per il dipinto su lavagna nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, dal titolo Bonifacio VIII riceve gli ambasciatori fiorentini, che l’artista terminò nel 1592 e il cui disegno è oggi conservato nel Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi. La scena doveva
illustrare il momento in cui papa Bonifacio VIII nel 1295, vedendosi attorniato dagli ambasciatori fiorentini che gli rendevano omaggio, esclamò che i fiorentini erano il quinto elemento della Terra,
alludendo ovviamente ai quattro elementi costitutivi del cosmo della filosofia presocratica. Solo che Ligozzi pose sul fondo dell’immagine la personificazione della Toscana al centro, affiancata invece
che dai quattro elementi, dai quattro continenti, considerando, dunque, anche l’America. Da non dimenticare il Ritratto di Cosimo I, attribuito all’Allori, e due reliquie di Pio V, il Papa che incoronò Granduca Toscana nel 1569 Cosimo I, ovvero il Guanto della mano destra di San Pio V con il quale benedisse le truppe della Battaglia di Lepanto e donato a Marcantonio Colonna e poi una Pantofola, una di quelle che Cosimo dovette baciare il giorno della sua incoronazione granducale. Questa, infatti, rappresentò il momento di maggior importanza della politica cosimiana in quanto assicurò legittimamente il potere alla famiglia Medici per altri due secoli. Nel percorso espositivo si potranno ammirare anche due manoscritti (Provanze de Quarti di tutti i Cavalieri di S. Stefano Fiorentini dalla Fondazione della Religione sino a’oggi – Il tutto estratto da Libri della Cancelleria di Pisa e Origine, e Descendenza della Real Casa de Medici), uno spartito (Per le Cantore – Cavalieri di S. Stefano), alcuni libri a stampa, e ben quattro medaglie della settecentesca Serie Medicea, opera di Antonio Selvi, raffiguranti Cosimo I, Eleonora di Toledo, Camilla Martelli e il “misterioso” Don Fagoro (che in realtà era Don Pedricco, figlio del Granduca e
di Eleonora, morto a meno di un anno di età, ma raffigurato dall’incisore come un giovinetto di almeno 15 anni e in armatura). Completano la mostra 20 litografie su tela dei Granduchi e consorti del XVII e XVIII secolo, un Piombo per reggere la staffa di un elemento architettonico con stemma mediceo, il bellissimo Ricamo dell’affresco perduto di Porta Romana Bando della fine della Repubblica Fiorentina e una
placchetta che riporta la Legge sopra il vestire, Ornamenti, & altre Pompe delli Huomini, & Donne della Città, & contado di Fiorenza del 1568.

INFO MOSTRA
Cosimo I. Spolveri di un grande affresco
A cura di Alberto Bruschi
Fino al 24.03.2020
Museo de’ Medici
Palazzo di Sforza Almeni (primo pano)
Via dei Servi 12 – 50122 | Firenze
Orari: tutti i giorni ore 10-18
Biglietti: 9 euro intero; 5 euro ridotto (da 7 a 25 anni, gruppi di minimo 10 persone, accompagnatori di persone con disabilità, residenti di Firenze); ingresso libero (da 0 a 6 anni, persone con disabilità, guide turistiche e giornalisti accreditati).

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