Inserito anche il lodo Conte bis

Giustizia: le nuove regole del processo penale

di Paolo Padoin - - Approfondimento, Cronaca, Economia, Politica

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA – Riduzione dei tempi dei processi fino ha una durata 4-5 anni per i tre gradi di giudizio, ma nessun limite per i reati di mafia e terrorismo e per quelli più gravi di corruzione. Ma il Consiglio superiore della magistratura può modificare la previsione dei tempi secondo le situazioni degli uffici, con cadenza biennale e sentito il ministro della Giustizia. Nel nuovo testo è stata ‘ammorbidita’ la parte relativa alle sanzioni per i magistrati. I tempi previsti sono un anno per il primo grado, due per il secondo unoper la Cassazione, quindi 4 anni, per i processi davanti al giudice monocratico, due anni per il primo grado, due per il secondo e uno perla Cassazione, in tutto 5 anni, per i processi davanti al giudice collegiale. Il ”dirigente dell’ufficio” è tenuto a ”vigilare sul rispetto delle previsioni e segnalare all’organo titolare dell’azione disciplinare la mancata adozione delle misure organizzative quando imputabile a negligenza ” Nuove regole riguardano i riti alternativi e sono fissati paletti per la possibilità di ricorrere in appello. Il deposito degli atti in tutti i processi può essere fatto per via telematica. Sulla digitalizzazione c’è l’impegno di investimenti così come sul l’assunzione di magistrati e personale amministrativo.

Nel testo è stato alla fine inserito anche il Lodo Conte bis, con le modifiche alla riforma della prescrizione, che prevede lo stop della prescrizione solo dopo la sentenza di primo grado di condanna e una ‘prescrizione lunga’ per gli assolti. Ma se ilcondannato viene assolto in secondo grado potrà ‘recuperare’ la prescrizione bloccata. La durata delle indagini preliminari variano a seconda dei reati, e vanno da sei a 18 mesi. Se entro tre mesi dalla scadenza dei tempi il pm non notifica l’avviso di conclusione delle indagini o non chiede l’archiviazione deve depositare gli atti e avvisare l’indagato e la difesa, che possono prenderne visione e averne copia. Il mancato rispetto di questo obbligo, se dovuto a negligenza inescusabile costituisce un illecito disciplinare. Saranno i procuratori a stabilire quali notizie di reato hanno la precedenza in base a criteristabiliti nei progetti organizzativi dell’ufficio. Dopo la prima udienza il giudice se non si esaurisce il dibattimento, il giudice deve comunicare alle parti il calendario delle udienze.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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