La riforma delle pensioni contestata ovunque

Grecia: pensioni, 10.000 protestano contro la riforma, come in Francia. Solo in Italia si sta zitti

di Eugenio Marchetti - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Pensioni

EPA/ORESTIS PANAGIOTOU

ATENE –  La Grecia come la Francia, protestano i lavoratori che si vedono aumentare l’età pensionabile fino a limiti difficili da digerire. Solo in Italia i pensionati sono bastonati e protestano, ma in maniera non molto virulenta, e molto poco spesso,  contro il governo giallorosso e quelli precedenti che li hanno tartassati e continuano a considerarli bancoimat della casse pubbliche. Ma è necessario che anche le pantere grigie, finora frenate dai sindacati filogoverno giallorosso o comunque di sinistra, ricomincino a far sentire la loro voce.

Diecimila persone sono scese in piazza ad Atene per protestare contro la nuova riforma delle pensioni che incoraggia i lavoratori a rimanere più a lungo al lavoro.
Nella capitale i sindacati hanno bloccato i trasporti pubblici, i treni intercity e i traghetti. Anche i dipendenti pubblici hanno lasciato il lavoro e i giornalisti si fermeranno per tre ore.
«Questo disegno di legge è praticamente la continuazione delle leggi (di austerità) introdotte nel 2010-2019», ha affermato il sindacato dei dipendenti pubblici ADEDY. La protesta è estesa anche a Salonicco e in altre grandi città.
Il nuovo governo conservatore afferma che la riforma, che sarà votata entro venerdì, renderà il travagliato sistema pensionistico greco attuabile fino al 2070. Il ministero del lavoro afferma che la revisione – la terza in un decennio – conterrà aumenti delle pensioni e ridurrà le penalità per i pensionati che lavorano ancora.
«Il governo pagherà a caro prezzo l’ulteriore smantellamento delle assicurazioni sociali, come hanno fatto i governi che lo hanno preceduto. Il popolo greco non dimentica», ha detto il segretario generale del partito comunista Dimitris Koutsoumbas.
L’eccessiva spesa cronica e la segnalazione imprecisa del deficit di bilancio hanno spaventato i creditori della Grecia nel 2010 e hanno richiesto tre salvataggi successivi da parte dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale per evitare il fallimento dello stato. In cambio di miliardi di euro in fondi di salvataggio, ricattata dalla Ue, la Grecia ha dovuto adottare impopolari riforme di austerità e tagli alle pensioni. Un monito per l’imbelle Italia di Giggino e Giuseppi.

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