Giovedì 27 febbraio alle 21

Firenze: al Teatro Verdi Lorenza Borrani è solista e concertatrice con l’Orchestra della Toscana (ORT)

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Lorenza Borrani (foto Frank Stewart Lornez)

FIRENZE – Al Teatro Verdi giovedì 27 febbraio con l’Orchestra della Toscana (ORT) ci sarà Lorenza Borrani, nella doppia veste di solista e concertatrice.

Il concerto è il primo contributo della Fondazione alle tante manifestazioni organizzate quest’anno per ricordare i cento anni dalla nascita di Piero Farulli, musicista che tra i tanti meriti ha anche quello di aver creato la Scuola di Musica di Fiesole. Farulli 100 è un progetto lungo un anno ricco di contenuti e di proposte artistiche di alto livello (tutti i particolari su www.farulli100.com). La scelta dell’ORT non è casuale. La storia di Farulli, della Scuola di Fiesole e di Lorenza Borrani si intrecciano più volte. Lorenza arriva a Villa La Torraccia piccolissima, 4 o 5 anni. Qualcuno afferma che ci è nata dentro. Fatto sta che fin da subito ha dimostrato il suo essere fuori dall’ordinario. Farulli la mette immediatamente a fuoco.Viene affidata alle cure di un’insegnante di spessore come Alina Company. Oggi a Fiesole Lorenza ci insegna, ma ha anche sviluppato una carriera formidabile, primo violino di tante prestigiose formazioni e collaborazioni importanti: nel 2003 l’invito a ricoprire il ruolo di primo violino da parte della Filarmonica Toscanini diretta da Lorin Maazel ha rappresentato un importantissimo arricchimento del suo percorso artistico. Dal 2005 al 2008 ha suonato nell’Orchestra Mozart e quando nel 2008 è stata nominata solista della Chamber Orchestra of Europe, la sua attività è definitivamente uscita dai confini nazionali. Negli ultimi anni è stata ospite come solista alla Philharmonie di Berlino, al Festival di Edimburgo e di Aldeburgo, alla Philharmonie di Colonia, alla Citè de la Musique di Parigi, alla Cadogan Hall di Londra, al Concertgebouw di Amsterdam e all’Opera House di Sydney. I maestri Alina Company, Piero Farulli, Zinaida Gilels e Pavel Vernikov l’hanno guidata fin dai primi passi nella sua crescita artistica e strumentale alla Scuola di Musica di Fiesole, dove adesso ricopre il ruolo di insegnante.

Quello che meglio la rappresenta è il  progetto Spira Mirabilis a cui ha dato vita nel 2007 e al quale tiene moltissimo. È un laboratorio di studio per musicisti professionisti nato dalla curiosità e passione nei confronti dell’esecuzione del repertorio classico. A questa idea Lorenza dedica buona parte del suo tempo malgrado i molti impegni che la reclamano, essendo lei una tra le più richieste violiniste al mondo. Anche per questo è tanto amata dai suoi colleghi e tutte le volte che torna qui in orchestra, per noi è sempre un bel momento.

Sotto questo punto di vista la sua recente nomina ad artista in residence all’ORT per i prossimi due anni è una bella novità e non vediamo l’ora di iniziare a lavorare con lei su progetti a lungo termine.

Il programma che Lorenza Borrani ha pensato per l’ORT è caratterizzato dal piacere di suonare insieme. Molti dei Professori hanno con lei un rapporto di personale amicizia, e quale festa migliore se non la Sinfonia Concertante in si bemolle maggiore per violino, violoncello, oboe, fagotto e orchestra di Haydn? Si tratta di una forma musicale originaria del classicismo e ibrida tra la sinfonia e appunto il concerto. È il regno degli strumenti che dialogano, in questo caso contrapponendo archi e fiati. Protagonisti insieme a lei alcune prime parti della nostra orchestra come Luca Provenzani (violoncello), Flavio Giuliani (oboe) e Umberto Codecà (fagotto). Lorenza Borrani un violino Santo Serafino (Venezia, 1754).

Zimmermann è autore del secolo scorso, problematico e molto singolare dallo stile personalissimo quanto originale. Più in là si sarebbe affermato tra dodecafonia e musica concreta, ma  in questo lavoro giovanile guarda ancora allo stile classico, e anche lui come Haydn fa un aperto riferimento al concerto grosso. Nel Concerto per orchestra d’archi del 1948 guarda al passato a fa dialogare gli strumenti mettendoli in primo piano.

Conclusione con la Quarta Sinfonia di Beethoven, la più “classica”. Un programma che esalta gli strumenti ed i suoi esecutori, una grande festa collettiva.

Giovedì 27 febbraio 2020 / ore 21 – Firenze | Teatro Verdi (via Ghibellina, 99; info 055 212320)

Sabato 29 febbraio 2020 / ore 21 – Figline Valdarno | Teatro Garibaldi (biglietti da € 5 a € 10, info 055 952433)

artedì 3 marzo 2020 ore 21 – Poggibonsi, Teatro Politeama

Programma

Franz Joseph Haydn, Sinfonia Concertante in si bemolle maggiore per violino, violoncello, oboe, fagotto e orchestra Hob.I:105 – violoncello Luca Provenzani, oboe Flavio Giuliani, fagotto Umberto Codecà

Bernd Alois Zimmermann, Concerto per orchestra d’archi (1948)

Ludwig Van Beethoven, Sinfonia n.4 in si bemolle maggiore op.60

Prezzi Teatro Verdi | Stagione Concertistica: Posti numerati I settore €16 intero – €14 ridotto; II settore €13 intero – €11 ridotto (tutti più diritti di prevendita) in vendita c/o Biglietteria del Teatro Verdi (tel 21.23.20 orario 10/13 e 16/19) e punti del Circuito Box Office. Online su www.teatroverdifirenze.it

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