Coronavirus dilaga nel mondo, gli interventi nei vari Paesi, la Casa Bianca è scettica

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

(Foto ANSA))

Il Coronavirus non dilaga soltanto in Europa e nell’Italia di Giuseppi, fra i paesi più soggetti a morti e contagi, ma si diffonde a macchia d’olio in tutto il mondo, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha espresso serie preoccupazioni per il diffondersi nei paesi che non hanno strutture sanitarie adeguate. Al momento il bollettino ha superato la soglia dei 100 paesi e regioni del mondo colpite dal contagio del coronavirus. Sono 106 i paesi e i territori nei quali il virus si è diffuso, secondo l’ultimo aggiornamento dell’università Johns Hopkins. I casi confermati in totale sono 106.378, le persone uccise dal virus 3.594 e quelle guarite 60.013. La situazione è diversa Paese per Paese, ma di recente si è aggiunto anche il Sudamerica, finora rimasto quasi immune.

In Cina, altri 27 decessi, bilancio sale a 3.097 – La Commissione sanitaria nazionale cinese ha reso noto che nel Paese sono stati registrati altri 27 decessi provocati dal coronavirus: il bilancio dei morti causati dal virus sale così a quota 3.097. Sono stato rilevati inoltre 44 nuovi casi di contagio, gran parte dei quali nella provincia dell’Hubei.

Iran, 194 i morti, 49 più di ieri  – Il bilancio dei morti per l’infezione da coronavirus in Iran è salito in totale a 194, con 49 in più rispetto a ieri. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero della salute di Teheran, citato dalla tv di Stato. Il totale delle persone infettate, secondo il bollettino aggiornato, è arrivato a 6.566, 2.134 dei quali sono guariti. L’Iran ha bloccato tutti i voli per l’Europa a causa dell’emergenza coronavirus assicurando a tutti i clienti che hanno già acquistato i biglietti che saranno rimborsati. Lo ha annunciato l’agenzia di stampa Irna. Secondo il ministero della salute, i casi di coronavirus in Iran venerdì erano 4.747, 1.234 più del giorno prima.

Altri cinque casi in Perù, sono sei in totale  – Il ministero della Sanità (Minsa) del Perù ha confermato l’esistenza di altri cinque casi di coronavirus nel Paese, che si aggiungono a quello esistente, per un totale di sei pazienti complessivi, che sono in condizioni stabili e svolgono una quarantena domiciliare con assistenza sanitaria ravvicinata. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa Andina. La viceministra della Sanità, Nancy Zerpa, ha indicato che quattro persone, fra cui un bambino, sono state contagiate nei giorni scorsi a Lima dal ‘paziente zero’, un giovane di 25 anni rientrato all’inizio di marzo da un viaggio in Spagna, Francia e Repubblica Ceca. Il quinto caso riguarda invece un giovane di 29 anni di Arequipa, nel sud del Paese, tornato il 29 febbraio da un viaggio a Londra.

Primo caso di contagio in Paraguay  – Il ministro della Sanità del Paraguay, Julio Mazzoleni, ha reso noto che le autorità sanitarie hanno registrato il primo caso di coronavirus sul territorio nazionale: lo riferisce la radio Nanduti di Asuncion. Si tratta di un uomo di 32 anni residente nella capitale e reduce, il 3 marzo, da un viaggio d’affari in Ecuador. Mazzoleni ha assicurato che il paziente sta migliorando e che si trova nel suo domicilio sotto il permanente controllo di personale medico specializzato.

Argentina: c’è un morto, è il primo in America latina – Il ministero della Sanità argentino ha reso noto che una persona, affetta da coronavirus e ricoverata da vari giorni in un ospedale di Buenos Aires, è morta ieri pomeriggio. Si tratta del primo decesso in Argentina, che è anche il primo in America latina. In un comunicato si precisa che l’uomo, Guillermo Abel Gómez di 64 anni, era rientrato il 25 febbraio da un viaggio in Francia e dopo tre giorni aveva manifestato i sintomi tipici del Covid-19.

13 nuovi casi a Ny, bilancio contagiati sono 89  – Aumentano i casi di coronavirus nello stato di New York: ce ne sono 13 nuovi che portano il totale a 89. Lo annuncia il governatore Andrew Cuomo.

Nyt, dubbi Casa Bianca su cosa dire al pubblico – La Casa Bianca ha opposto resistenza e sollevato dubbi nel parlare pubblicamente del coronavirus e su cosa dire, temendo un crollo dei mercati azionari e il panico fra la popolazione. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali anche di fronte al pressing degli esperti la Casa Bianca ha risposto fredda. Andrà tutto bene. Tutti devono stare calmi, ha detto Donald Trump ancora una volta giovedì sera ai suoi. Gli esperti sanitari si sono detti d’accordo sulla necessità di invitare alla calma la popolazione, ma hanno messo in evidenza anche la necessità di una comunicazione onesta e chiara, soprattutto alla luce delle critiche della Casa Bianca alla Cina sulla gestione del virus.

La confusione che si è creata nelle ultime ore in Italia con modifiche notturne di decreti pubblicizzati prima della firma di Giuseppi, Governatori contro il Governo, governatori l’un contro l’altro, comportamenti non univoci sul territorio, nonostante gli appelli all’unità, rendono il nostro Paese quello più criticabile nella gestione della crisi. E il Presidente mattarella, dopo aver elogiato e promosso con voce altisonante, con frasi piene do ovvietà, acclamate dalle sinistre, l’azione del Governo, non può onestamente intervenire per chiarire la situazione perché rischia, suo malgrado, di aggravare la confusione esistente. Ma, se la situazione continuasse su questa linea, un cambiamento del premier in corsa sarebbe auspicabile, ma crediamo che il riflessivo siculo intronato da Renzi ci penderà ancora qualche mese o qualche anno prima d’intervenire, quando ormai forse sarà troppo tardi.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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