Misure restrittive prolungate

Coronavirus, Conte: «A casa fino al 13 aprile. Stop agli allenamenti del calcio e ai bambini fuori»

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Primo piano, Salute e benessere, Top News

Giuseppe Conte

ROMA – Italia ancora in quarantena: per ora fino al 14 di aprile, martedì dopo Pasqua. La conferma è arrivata dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa andata in scena, anche questa volta, intorno all’ora di cena: esattamente alle 20,23. Fra le precisazioni ce ne sono due molto importanti: la prima che non sono consentiti gli allenamenti degli atleti professionisti. Significa che il campionato di serie A difficilmente sarà portato a termine. Poi i bambini: la precisazione del Viminale non ha chiarito la situazione. Non sono consentite affatto le passeggiate dei bambini. Ecco le parole di Conte: «Oggi abbiamo superato le 13mila vittime. Non siamo ancora in condizione di poter allentare le misure restrittive fin qui adottate. Ho appena firmato il nuovo Dpcm che proroga le misure fino al 13 aprile. Invito tutti a rispettare le misure, c’è una sparuta minoranza di persone che non rispetta le regole, abbiamo disposto delle sanzioni molto severe, l’abbiamo fatto perchè non ci possiamo permettere che l’irresponsabilita’ di alcuni comporti un danno verso tutti. Lo voglio dire chiaramente: se smettessimo di rispettare le regole, tutti gli sforzi fatti finora sarebbero vani. Anzi, dovremmo tornare indietro. E ricominciare daccapo. Abbiamo messo in campo, per questo, sanzioni molto severe. Il nostro paese sta passando la frase acuta dell’emergenza. Non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive».

E ancora: «Nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi e il consiglio degli esperti ce lo permettera’, inizieremo a programmare una allentamento delle misure, ma ancora non siamo nella condizione. Mi dispiace che queste nuove misure capitino in una solennità come la Pasqua, purtroppo dovremo affrontare anche questi giorni di festività con questo regime restrittivo. Nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi, saremo pronti a un allentamento delle misure. Non vi posso dire che questo accadrà il 14 aprile. Non lo posso ancora dire. Arriverà la fase due, poi la fase tre, ossia quella del ritorno alla normalità, alle attività lavorative e ricreative».

Quindi le domande. Vista la riottosità di alcuni Paesi europei ai coronabond, lei potrebbe riconsiderare il Mes, il salvastati? Conte: «Sono stato chiaro con gli omologhi europei, il mes lo considero uno strumento inadeguato per far fronte a questa emergenza. Uno strumento nato con vecchie regole. Noi attraversiamo uno choc di portata epocale, ho detto ai colleghi non riproporlo con queste regole. Se verrà snaturato e posto nell’ambito di un ampio pacchetto di ventagli, senza condizioni preventive può essere uno strumento tra gli altri da elaborare».

Decisione politica o valutazione scientifica? «Una decisione politica deve avere una base di evidenza scientifica, ma i decisori politici devono assumersi le responsabilità. Noi alla base della decisioni valutiamo quelle che sono le indicazioni degli scienziati. Stiamo affrontando un nemico sconosciuto che la politica non è abilitata ad affrontare. Credo che scelta politica debba avere una base scientifica, valutiamo le valutazioni degli esperti perchè la politica è impegnata contro un nemico nuovo, invisibile e sconosciuto. Il decisore politico deve tener conto di tutto il quadro, in scienza e coscienza. Io devo tener conto anche dei diritti costituzionali, devo leggere e interpretare».

Quindi una decisione che rischia di veder sfumare l’intera stagione del calcio. Conte: «L’unica novita’ introdotta nel Dpcm riguarda
le sedute di allenamento degli atleti, sospendiamo anche quelle onde evitare che le societa’ sportive possano pretendere l’esecuzione della prestazione anche nella forma di un allenamento. Gli atleti potranno allenarsi individualmente». In altri termini, significa che presidenti vogliosi di far tornare i giocatori in campo dovranno rivedere i loro programmi».

Bambini: non so no state autorizzate le passeggiate dei bambini. Il premier non l’ha detto, ma ha lasciato l’impressione che si sia trattato di un clamoroso autogol del Viminale. Conte: «Noi non abbiamo autorizzato l’ora del passeggio con i bambini, in fase di interpretazione abbiamo detto che se ci sono dei bambini e minori quando un genitore va a fare la spesa si puo’ consentire l’accompagno. Questa non deve essere l’occasione di andare a spasso».

 

 

 

 

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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