Misure restrittive anche in Svezia

Coronavirus nel mondo: 1,2 milioni di positivi, 65.000 morti. Usa, sarà una Pearl Harbor

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Salute e benessere

ROMA – I casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 1,2 milioni, mentre il numero dei morti si avvia velocemente verso la soglia dei 65.000: lo rende noto la Johns Hopkins University. Nel suo ultimo bollettino l’università americana specifica che i contagi sono ora 1.203.099, i decessi 64.774 ed il numero dei guariti 246.893.

USA – Ci aspetta la settimana più dura e più triste, sarà un ‘Pearl Harbor moment’ o come l’11 settembre, ha detto il capo del servizio sanitario pubblico degli Stati Uniti Jerome Adams, ribadendo le parole del presidente Donald Trump che ha ammesso come ci saranno molti morti nelle prossime settimane, parlando di una situazione incredibile e mai vista finora.

Il numero di casi accertati di coronavirus negli Stati Uniti è schizzato a 321.762, oltre il doppio di Spagna e Italia e quattro volte quelli della Cina. Le vittime sono ora oltre 9.132. Donald Trump ha annunciato anche il dispiegamento a New York di mille militari per aiutare la città a gestire l’emergenza pandemia. Saranno impiegati dove c’è più necessita’, ha detto. Il sindaco Bill de Blasio nelle ore precedenti aveva chiesto alla Casa Bianca l’invio di soldati e personale ospedaliero.

SVEZIA – Cede anche la Svezia, dove finora non erano state adottate misure restrittive. Il governo potrebbe rinunciare alla linea morbida di fronte all’epidemia di coronavirus e adottare misure restrittive, così come gli altri paesi. Lo riferisce il Guardian riportando quanto emerge oggi dai media locali. In Svezia oggi si registrano oltre 6.800 contagi e 401 decessi, con un aumento della mortalità maggiore rispetto alla totalità degli altri tre paesi scandinavi. Preoccupa anche il peggioramento del focolaio a Stoccolma e la situazione delle case di cura che ospitano gli anziani. L’esecutivo socialdemocratico chiede di agire per decreto senza l’ok dell’aula, nel caso si rendesse necessaria una chiusura temporanea di aeroporti, parte del trasporto pubblico, negozi e ristoranti.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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