All'ospedale di Oviedo

Coronavirus: morto Luis Sepulveda, scrittore cileno

OVIEDO – Lo scrittore cileno Luis Sepulveda è morto a causa del coronavirus nell’ospedale universitario di Oviedo, in Spagna, dove era ricoverato da settimane. Lo riferiscono i media spagnoli.

Lo scrittore cileno è stato il primo paziente celebre ad essere stato contagiato dal coronavirus e si trovava dal 29 febbraio ricoverato nel reparto di malattie infettive del Central University Hospital of Asturias di Oviedo, in Spagna, dopo aver fatto ritorno da un viaggio in Portogallo dove aveva partecipato a un festival letterario.

L’autore di “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” e il bestseller internazionale “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” è stato il secondo cittadino cileno risultato positivo al test. Il narratore cileno naturalizzato francese aveva avuto i primi sintomi il 25 febbraio e si era rivolto per la prima volta a un medico il 27 febbraio, che ne aveva disposto il ricovero nell’unità di sorveglianza intensiva dell’ospedale Covadonga di Gijón per una sospetta polmonite. Dopo che il test ha mostrato la positività al Covid-19, Sepúlveda era stato trasferito nell’ospedale maggiore di Oviedo. Anche sua moglie, la poetessa Carmen Yáñez di 66 anni, era stata ricoverata in ospedale perché presentava sintomi sospetti. La Yáñez da due settimane era negativa ai test. A metà marzo la moglie aveva smentito che Sepulveda fosse in coma e aveva precisato che non era in fin di vita.

Sepulveda conosceva bene Pietrasanta e la Versilia. Scrisse anche un racconto dedicato ai cavatori di marmo delle Apuane: visitò le Cave delle Cervaiole sul Monte Altissimo. Dopo la “cittadinanza poetica” nel 1998, un atto simbolico del Comune, nel 2005 gli fu conferita la cittadinanza onoraria dal sindaco Massimo Mallegni, oggi senatore di Forza Italia ed assessore alla cultura e al turismo dell’amministrazione Giovannetti. Mallegni ricorda così lo scrittore: “mi impressionò il suo sguardo pieno unito alla fierezza delle origini ma anche all’umiltà. Avrebbe potuto atteggiarsi a personaggio internazionale, da star, ma manteneva sempre quel profilo basso ed imponente allo stesso tempo – racconta Mallegni – Ha lasciato tanti ricordi nella nostra città, in molte persone, in tanti bambini che ha incontrato durante gli incontri nelle scuole che oggi sono adulti. Per me è stato un grande onore conferirgli la cittadinanza onoraria. Il suo nome resterà legato alla città di Pietrasanta nell’eternità”.

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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