L'intervento fuori dagli schemi e dalle regole del Papa

Messe col popolo: fra Cei e governo si tenta la mediazione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Cultura, Lente d'Ingrandimento, Politica

L’ennesimo intervento del Pontefice ha spiazzato la Conferenza episcopale italiana e molti suo componenti autorevoli, che si erano espressi in modo netto a favore della ripresa delle cerimonie religiose col popolo, vietate ancora dal governo, lamentando violazioni di principi costituzionali e degli accordi Stato – Chiesa. L’intervento di Bergoglio, secondo la ricostruzione di massimo Franco sul Corriere della Sera di ieri, sarebbe avvenuto dopo una telefonata del premier Conte.

Dunque, dopo l’invito papale al dialogo, sia il governo che la Cei si sono rimessi in moto per rattoppare i cocci. E viene chiamata in causa anche la ministra Lamorgese, che molto si era spesa per la ripresa delle celebrazioni religiose, esponendosi in un’intervista al giornale cattolico Avvenire, salvo poi essere contraddetta dal premier.

Circa la ripresa delle Messe in condizioni di sicurezza, al centro dell’interlocuzione con la Conferenza episcopale italiana, sembra siano stati fatti passi in avanti, ma la fissazione precisa dell’orizzonte temporale possibile, compreso entro il mese di maggio, è necessariamente legata all’andamento della curva epidemiologica. Se i dati sul contagio da Covid-19 non dovessero risalire, posto che lunedì 4 maggio riprenderà la celebrazione dei funerali, si cerca di ipotizzare scenari attendibili. Potrebbe essere fissata (difficile però) lunedì 11 maggio la possibilità di celebrare l’Eucaristia all’aperto (si partirebbe con le liturgie feriali); oppure il 18 – o più realisticamente», dice una fonte qualificata – il 25 maggio, per il ritorno delle celebrazioni all’interno delle chiese in condizioni di sicurezza (compresi il distanziamento fra i fedeli, guanti e mascherine, sospensione di alcuni gesti liturgici come lo scambio della pace).

Oggi probabilmente il premier, nel suo intervento in Senato, darà qualche segnale in proposito, dando un segnale di voler ricucire col mondo cattolico.

Dovranno essere stilati accordi ovviamente con ciascuna confessione religiosa che avvierà un dialogo col governo, a partire dalle comunità ebraiche e dai rappresentanti dell’islam italiano., perché tutti chiedono che vengano messe a disposizione il prima possibile misure ad hoc che permettano ai fedeli di partecipare alle preghiere in condizioni di sicurezza.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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