L'iniziativa del Comune

Bergamo: il 28 giugno commemorazione delle vittime del Covid-19, invitato anche Mattarella

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

BERGAMO – Il Comune di Bergamo organizzerà un grande rito collettivo di commemorazione delle vittime del coronavirus della provincia il prossimo 28 giugno. Lo ha annunciato il sindaco Giorgio Gori, in una conferenza stampa. “L’idea è di eseguire la messa di Requiem di Gaetano Donizetti davanti al cimitero monumentale”, ha spiegato. Alla cerimonia è stato invitato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La cerimonia si terrà al tramonto e sarà dedicata alle tante famiglie che non hanno potuto dare l’ultimo saluto, con una cerimonia funebre, ai loro cari. Nella provincia, tra le più colpite  dall’epidemia in Italia, le vittime, ricorda Gori, sono state 6mila, di cui 670 solo in città, e molte di loro non risultano nelle statistiche ufficiali perché non hanno mai avuto un tampone che accertasse la loro positività al virus. La scelta del Cimitero Monumentale per eseguire la Messa di Requiem di Gaetano Donizetti, a sua volta bergamasco, non è casuale: “E’ diventato un luogo simbolo della comunità per quello che ha dovuto affrontare, e forse persino un luogo familiare a molti. In più, ha una forte valenza evocativa nella monumentalità come quinta di uno spettacolo forte e commovente”, ha detto Gori.
Il Requiem sarà eseguito dall’orchestra del festival Donizettiano di Bergamo, diretto da Riccardo Frizza, con il suo coro e artisti del territorio, tra cui Eleonora Buratto, Annalisa Stroppa, Piero Pretti e Alex Esposito. ” Sono tutti della zona Brescia, Bergamo e Milano”, spiega Frizza. L’invito al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato deciso perché “pensiamo che più di ogni altro possa rappresentare la comunità nazionale. Il presidente è stato molto
partecipe, personalmente sono stato raggiunto dalle sue telefonate tre volte e sempre con molta vicinanza”, ha spiegato Gori, che a Bergamo vuole i 243 sindaci della bergamasca, con la loro fascia. Per il pubblico, “tutto dipenderà dalle esigenze di protocollo. Mi sembra che i sindaci possano idealmente rappresentare tutta la comunità”. Per altro, “tra i sindaci ci sono stati dei morti di covid. A maggior ragione, se non saranno 243, è come se fossero tutti con noi”.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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