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Austria: ministro salute, «Italia è ancora un focolaio, dobbiamo essere prudenti». E’ rimasto al 1915?

ANSA/ STEFANO WALLSICH

VIENNA – L’Italia è ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata e l’impegno è grande. Lo afferma il ministro alla salute austriaco, Rudolf Anschober, in un’intervista al quotidiano Oberoesterreichischen Nachrichten. Sono un sostenitore della libertà di movimento, ma con l’Italia dobbiamo ancora essere prudenti, aggiunge il ministro, citando per l’Italia 382 casi Covid per 100.000 abitanti contro i 55 in Croazia e 70 in Slovenia.

Il ministro sottolinea che per ora resta in vigore l’obbligo di tampone negativo per l’ingresso in Austria. Anschober non teme malumori diplomatici. E’ vero che la Slovenia rivendica di avere dati positivi, ma è anche vero che dalla Slovenia si arriva facilmente in Italia, afferma il ministro.

Però, caro ministro austriaco, lei dà l’impressione di essere rimasto al 1915, quando, in questo periodo, l’esercito italiano marciava per raggiunger la frontiera… Perchè tanti problemi con l’Italia, mentre l’Austria, secondo le informazioni che circolano, starebbe incoraggiando corridoi di turisti verso altre nazioni, per esempio la Spagna, che non sono messe molto meglio o che non si stanno riprendendo come invece (bollettini regionali alla mano) mostra di fare l’Italia? Contro la quale, Vienna è fieramente armata ai tavoli di Bruxelles, alleandosi con Olanda, Finlandia e Svezia per bloccare il recovery fund. Tranquillo ministro, perderete su tutti i tavoli: come 105 anni fa.

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