Le proposte del ministro dell'interno

Migranti: le nuove norme del decreto sicurezza modificate da Lamorgese

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

ROMA – Una modifica radicale dei decreti legge targati Matteo Salvini per il contrasto all’immigrazione clandestina. Il nuovo disegno legge sicurezza inizia a trovare un accordo nella maggioranza di governo. Ecco cosa cambia rispetto alla precedente impostazione voluta dal leader della Lega.  Spariscono le multe milionarie alle navi ong (massimo 516 euro) con trasformazione dell’illecito da amministrativo in penale, allargamento delle maglie che consentono di arrivare alla protezione umanitaria, revisione del sistema di accoglienza Siproimi, la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale. Questi sono i punti principali della bozza di decreto presentata oggi agli esponenti della maggioranza dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Torna di fatto la protezione umanitaria per i migranti, cancellata da Salvini. Non si chiamerà più cosl, ma protezione speciale, e anche se non riuscirà a coprire, come l’umanitaria, il 25 per cento delle richieste di chi non aveva diritto allo status di rifugiato, garantirà protezione internazionale a una serie ampia di categorie sensibili, in primis a coloro che nel proprio Paese rischiano di subire torture o trattamenti inumani. Approvata anche la parte della bozza che rende convertibili in permessi di soggiorno per motivi di lavoro la maggior parte dei permessi concessi: per protezione speciale, per calamità, per attività sportiva, per motivi religiosi, per assistenza minori.

«L’incontro al Viminale ha registrato un passo avanti decisivo», commenta il viceministro dell’Interno Matteo Mauri. «Abbiamo lavorato su un nuovo testo messo a punto da Lamorgese sulla base delle proposte che i gruppi di maggioranza hanno avanzato nei precedenti -incontri. Mancano ormai solo alcuni particolari». Ripristinato ü sistema Sprar Dove si percepisce maggiormente l’intenzione di cancellare le restrizioni volute dall’ex ministro dell’Interno è nell’articolo 4, che ripristina l’accessibilità al sistema di accoglienza Sprar, da cui erano stati espulsi i richiedenti asilo. Con una differenza: il baricentro si sposta dai prefetti ai sindaci. Sono i comuni, infatti, che già prestano i servizi di accoglienza peri titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati, a poter accogliere i richiedenti asilo, nelle medesime strutture e offrendo servizi che favoriscano l’inclusione sociale (come l’insegnamento della lingua). Ai richiedenti asilo viene riconosciuto il diritto di iscriversi all’anagrafe e saranno dotati di una sorta di carta di identità, riconosciuta dallo Stato italiano, valida per tre anni. Nel testo vengono ampliati i permessi speciali a chi rischia di subire «trattamenti inumani e degradanti» nel proprio Paese, a chi necessita di cure mediche, a chi proviene da Paesi in cui sono avvenute «gravi calamità»; si dimezzano i tempi di trattenimento nei Cpr (da 180 a 90 giorni); si riorganizza il sistema di accoglienza secondo due livelli (uno di prima assistenza l’altro anche con l’integrazione) e strutture con piccoli numeri gestite da Comuni ed allargate ai richiedenti asilo; viene introdotta la convertibilità di diverse tipologie di permessi di soggiorno in permessi per motivi di lavoro; si interviene sulla “tenuità” del fatto riguardo le ipotesi di violenze a pubblico ufficiale.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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