La sorpresa della pfresenza della candidata di centrodestra

Firenze: Festa della Liberazione, c’era anche Susanna Ceccardi. Polemiche

di Paolo Padoin - - Cronaca, Pensioni

Foto dalla pagina Facebook di Susanna Ceccardi

FIRENZE – «Era molto più difficile essere antifascisti nel 1944 dove si rischiava la vita: non ha senso usare l’antifascismo come slogan elettorale e propagandistico,però è un valore in cui tutti si devono riconoscere». Lo ha affermato Susanna Ceccardi, eurodeputata leghista e candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana, parlando a margine delle celebrazioni della Liberazione di Firenze a cui ha preso parte.

“E’ una festa – ha spiegato – una celebrazione che deve unire tutti gli schieramenti politici, e d’altronde tutti gli schieramenti concorrono alla vita politica, secondo la nostra Costituzione repubblicana, rispettando tutti i valori
democratici dati anche dalla Liberazione”.
Ai giornalisti che le chiedevano se la sua presenza alle celebrazioni della Liberazione chiudesse la polemica delle scorse settimane, nata dalle sue dichiarazioni sull’antifascismo, Ceccardi ha sottolineato che “la polemica non
l’ho aperta io, l’ha aperta qualcun’altro strumentalmente, e mi auguro veramente che non si faccia più polemica su un tema di questo tipo”.

GIANI – «Il nostro Pegaso scolpito sul gonfalone della Regione ci indica che i valori di libertà, di democrazia, di giustizia sociale e di uguaglianza, i valori costituzionali, ci devono ispirare in ogni comportamento, in ogni momento consentendo di far emergere sempre le posizioni migliori dalla dialettica democratica. Credo molto nel ruolo della Regione: sono convinto che l’ordinamento che la Regione Toscana si è data sul piano della sanità sia stato molto efficace nell’affrontare il coronavirus, che le politiche del Lavoro vedano la regione Toscana punto di riferimento, e ancora la cultura, e l’istruzione. Il 14 settembre ripartiranno le scuole, ci stiamo adoperando e ci dobbiamo adoperare perché tutto possa avvenire la massima sicurezza e la massima efficacia». Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, a margine delle celebrazioni della Liberazione di Firenze.

NARDELLA – «Essere italiani presuppone essere antifascisti, non è una questione di fazione politica, è una questione di identità del nostro Paese. Di tutti noi italiani. Credere nella Repubblica significa credere nei nostri ideali. La comunità che siamo ha le sue fondamenta in questi valori che noi tutti saremo per sempre qui a difenderli.  Il grande giorno per l’Italia – ha aggiunto Nardella – sarà il giorno in cui non si userà più la nostra storia per farsi battaglia, perché tutti noi dobbiamo essere orgogliosi di quello che hanno fatto gli italiani per restituire a tutti noi la libertà e la democrazia». Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, parlando in piazza della Signoria in occasione delle celebrazioni del 76/mo anniversario della liberazione della città.

BONAFE’ – «Sono bastate poche settimane di campagna elettorale alla Ceccardi per cambiare radicalmente posizione dopo le sue dichiarazioni inaccettabili sull’antifascismo. Speriamo soltanto che, anche se con grave ritardo, abbia davvero capito quanto questi valori siano importanti e radicati in Toscana e ci auguriamo che la sua non sia soltanto un’ipocrita ‘conversione’ elettorale”. Così Simona Bonafé, segretaria del Pd toscano, dopo le parole odierne sull’antifascismo della candidata del centrodestra a presidente della Regione Susanna Ceccardi.

ROSSI – «La candidata presidente leghista Ceccardi, già sindaca di Cascina (Pisa) e, senza concludere il mandato, ora parlamentare europea, pronta a ritornare a Bruxelles dopo che avrà perso le elezioni regionali, oggi ha partecipato alla manifestazione per la celebrazione della liberazione di Firenze. Io non credo ad una sua rapida conversione. Lo ha fatto solo per motivi elettorali». Lo scrive su facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commentando le parole di Ceccardi.  «Aveva già dichiarato che ‘non ha senso definirsi antifascisti’ e aveva celebrato il 25 aprile a Cascina chiamando nelle piazze figuranti vestiti da nazifascisti – aggiunge Rossi -. Si era già definita ‘né fascista, né antifascista’. No grazie Susanna banderuola tra fascismo e antifascismo. I Toscani non si lasciano turlupinare da te, vogliono un presidente antifascista. Giani lo è».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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