La scuola avviata ad aprirsi nel caos quasi totale

Scuola: dopo il vertice da Conte restano gravi problemi per i trasporti, incertezze per banchi, aule, didattica a distanza

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Dopo il vertice convocato a Palazzo Chigi da Conte sono ancora tante le incognite per la riapertura delle scuole, in primis il nodo dei trasporti, ma anche una serie di altri dettagli non trascurabili, aule, banchi, mascherine. Molti problemi lasciati al caso o alla discrezionalità delle Regioni, che procedono in ordine sparso. Ed il vertice di maggioranza tenutosi ieri non ha trovato una soluzione alle molte criticità.

Conte ha incontrato a Palazzo Chigi prima i ministri competenti – Lucia Azzolina per l’Istruzione, Paola De Micheli per i Trasporti, Roberto Speranza per la Salute – poi i capi delegazione ed il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Presenti all’incontro con i Ministri anche il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ed il commissario straordinario Domenico Arcuri. Un tentativo di risolvere le questioni attinenti all’inizio dell’anno scolastico e di attuare un maggior coordinamento fra il livello centrale e locale, che ha avuto in parte un esito infruttuoso, perché non sono stati sciolti tutti i nodi legati a distanziamento,  sicurezza, spostamenti.

Scuola, poche certezze
L’unica certezza è la data di inizio dell’anno scolastico il 14 settembre e quella del recupero degli apprendimenti a partire dal 1° settembre. Per tutto il resto c’è nebbia o buio completo, salvo il fatto che non ci saranno deroghe all’obbligo di distanziamento ed all’uso delle mascherine, anche in classe se non si potrà mantenere la distanza di sicurezza di 1 metro.

Per la questione aule una situazione a macchia di leopardo: molti Comuni non hanno ancora spazi sufficienti a garantire il necessario distanziamento e la collocazione delle classi.

Sui banchi è una vera e propria giungla: se alcuni Istituti romani hanno già ricevuto i banchi monoposto ordinati in largo anticipo, moltissime altre scuole italiane sono lontanissime dal ricevere quanto ordinato. In tal caso ci sarà l’obbligo di mascherina anche in classe.

Discrezionalità delle regioni anche per la misurazione “obbligatoria” della temperatura prima delle lezioni: la Campania ha deciso di acquistare termoscanner per misurare la temperatura degli studenti ogni mattina all’ingresso, in altre regioni sarà cura ed onere dei genitori farlo a casa prima di andare a scuola.

Quanto alla possibilità di proseguire la didattica a distanza, in caso di quarantena della classe/scuola, sembra che vi sia un accordo di massima.

Scuole, sarà caos sui trasporti
Il nodo centrale però resta quello dei trasporti. Deluse le aspettative di molte regioni di derogare al metro di distanza sui mezzi di trasporto. Il Cts ha chiarito che il metro di distanza resta anche con la mascherina e l’ipotesi di istallare separatori è un’utopia perché richiederebbe troppo tempo.

Anche l’idea di differenziare l’orario di entrata a scuola non può essere la soluzione, data l’impossibilità di adeguare i servizi in termini di mezzi e di personale in così breve tempo. Una strategia nazionale su questo punto era stata chiesta da tempo dalle Regioni,  le cui aspettative sono rimaste deluse e non resterà che procedere in ordine sparso. La scelta sarà dunque rimessa all’autonomia degli istituti scolastici e alle decisioni nell’ambito dei tavoli regionali e provinciali.

Dunque avevano ragione i sindacati che criticavano la condotta del Governo e in particolare della ministra Azzolina. della quale molti chiedono a gran voce le dimissioni,

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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