L'operazione della Guardia di Finanza

Pisa: arrestati tre imprenditori. L’accusa: evasione fiscale e bancarotta. Sequestrati 341mila euro

di Redazione - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

PISA – Tre imprenditori sono stati arrestati per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. L’operazione della Guardia di Finaza è scattata all’alba di oggi, 22 ottobre.  La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata emessa dal Gip del Tribunale di Pisa, nei confronti dei tre imprenditori responsabili accusati a vario titolo dei reati di evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. Disposto nei loro confronti anche il sequestro di 341.000 euro sui conti correnti personali. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’attività illecita, avviata già dal 2016, seguiva uno schema ben collaudato: venivano costituite società attive nel settore di carpenteria metallica che, per brevi periodi, svolgevano lavori specificamente commissionati, che, una volta consegnati, davano avvio alla seconda fase della presunta frode. I soggetti giuridici venivano fatti fallire a seguito della cessione, generalmente con contratti fittizi, degli asset patrimoniali a vantaggio di una nuova società, riconducibile agli stessi indagati, pronta a entrare sul mercato per l’esecuzione di nuove commesse.

Oltre alla scia dei debiti con i fornitori, il meccanismo, secondo l’accusa, prevedeva la creazione di società cosiddette cartiere che ‘fornivano’ costi falsi per abbattere gli
utili e frodare il fisco. Nel corso delle indagini è stato accertato un danno all’erario per oltre 5 milioni di euro, tramite l’emissione e l’utilizzo di fatture false per oltre 11 milioni di euro. Sempre secondo gli investigatori della Guardia di finanza, il  meccanismo, che prevedeva anche la distruzione delle scritture contabili, avrebbe consentito agli imprenditori di conseguire ingenti guadagni che, dalle casse delle aziende, finivano sui conti correnti bancari personali degli indagati.

«Il provvedimento cautelare per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio, disposto dal Tribunale di Pisa – sottolinea la Guardia di Finanza in una nota – ha permesso di smascherare l’articolato sistema di frode che, se attuato nel corso del corrente anno, avrebbe inquinato ulteriormente il locale tessuto imprenditoriale, già pesantemente messo a dura prova dalle incertezze dovute alla crisi economica acuita dalla pandemia in atto».

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