Firenze, covid: dopo l’allarme lanciato dal governo, calano ulteriormente le presenze in alcuni luoghi della cultura

FIRENZE – Da quando il vanitoso premier dalla bella pochette ha lanciato l’allarme seconda ondata, che ha trovato governo, regioni e sindaci completamente e colpevolmente impreparati, al di là delle chiusure imposte da ministri e governatori agli esercizi pubblici si riscontrano anche ulteriori e micidiali crolli per gli ingressi nei musei, nelle chiese, nei luoghi che custodiscono beni culturali.

Passando, come ogni mattina, davanti alla Galleria dell’Accademia, dove fino alla settimana scorsa non si vedevano le file interminabili dei tempi d’oro, ma almeno gruppi di visitatori, prenotati e non, che attendevano di poter entrare, stamani (ore 9,30) solo qualche custode all’ingresso attendeva l’arrivo di qualche amante de David. Gli ingressi, anche negli altri musei e gallerie, avevano già subìto una contrazione di circa il 50 – 60% dopo il lockdown, ma adesso – dopo le dichiarazioni di terrorismo sanitario del premier, del ministro della salute, di alcuni governatori, e soprattutto di virologi e infettivologi che occupano da mesi gli schermi televisivi – le presenze sono ulteriormente precipitate, fino a toccare quasi una diminuzione del 70%. Il che, per una città a vocazione turistica e per le istituzioni culturali che non godono di interventi e sovvenzioni pubbliche, costituisce un segnale di allarme molto pericoloso al quale governo e istituzioni non sembrano poter rimediare molto facilmente.

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