Le anticipazioni dei ministri

Dl Ristori approvato dal Consiglio dei ministri, le principali misure. Decreto di oltre 5 miliardi di euro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Salute e benessere, Top News

ROMA – Abbiamo appena varato il decreto ristori, che vale complessivamente oltre 5 miliardi che saranno usati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie penalizzate dall’ultimo Cdm. Io ho firmato il Dpcm, all’una di notte circa, solo quando siamo stati sicuri che queste risorse c’erano, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. I ristori a fondo perduto arriveranno sul conto con bonfico dell’agenzia delle entrate, è il modo più efficace, confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri.

«Se rispettiamo queste misure abbiamo buone possibilità di affrontare dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario sotto stress. In caso contrario ci troveremo di fronte alla necessità di un lockdown, dobbiamo scongiurarlo -, ha aggiunto il premier. – Le nostre scelte possono essere legittimamente criticate, siamo in democrazia. Ma voglio dire che non abbiamo compiuto scelte indiscriminate. Per evitare che la curva ci sfugga è indispensabile ridurre le principali occasioni di socialità. Solo in questo modo possiamo decongestionare i mezzi pubblici, evitare gli assembramenti, alleggerire il sistema dei tracciamenti”. “Stiamo incontrando le categorie, ne sta venendo fuori un dialogo aperto e un approccio costruttivo. Non ci sfuggono i sacrifici e le difficoltà che sono chiamate ancora una volta a sostenere. Se rispetteremo le misure abbiamo buone speranze di affrontare dicembre con una buona serenità. Non abbiamo chiuso attività che ritenevamo meno importanti di altre, non ci sono attività di serie A e di serie B.

Se escludo il lockdown? «Io ho detto che stiamo lavorando per evitarlo. Per farlo dobbiamo operare adesso, senza ulteriore indugio, delle scelte che sono dolorose. Abbiamo cercato di costruire in modo chirurgico una serie di misure con la consapevolezza che avrebbero avuto un impatto negativo, sottolinea. Il decreto ristori ha misure per oltre 5 miliardi, fatto con una corsa contro il tempo pazzesca, può essere criticato ma denota la responsabilità del governo. Abbiamo fatto un dpcm che li rende possibili», ha risposto Conte alla eventualità di lockdown locali. 

«Il nostro sforzo di tutte le misure che mettiamo in piedi è di non introdurre nuove tasse, stiamo facendo uno sforzo incredibile per non introdurre nuove tasse, già questo è un grande risultato. Vogliamo la pace sociale», ha ancora detto il presidente del Consiglio rispondendo a una domanda sulla possibilità di introdurre una patrimoniale.

Il Dl Ristori è contrassegnato da rapidità, semplifica ed efficacia e il contributo a fondo perduto sarà erogato automaticamente a oltre 300.000 aziende che già lo hanno già avuto, e quindi contiamo per metà novembre di avere tutti bonifici effettuati da parte dell’Agenzia delle entrate, ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Ci sono le risorse per consentire la somministrazione di 2 milioni di tamponi nei mesi di novembre e dicembre. Il dl Ristori mobilita una massa consistente d risorse, 5,4 miliardi in termini di indebitamento netto, 6,2 miliardi in termini di saldo netto da finanziare, ha spiegato Gualtieri. La nostra prospettiva è solida sia rispetto alle previsioni per quest’anno e per l’anno prossimo, siamo in grado di fare fronte a tutti gli scenari. Grazie alla forza del rimbalzo del terzo trimestre siamo in una condizione solida per affrontare questa fase difficile che ci deve accompagnare fino alla fine del tunnel, fino all’ultimo miglio che ci può richiedere sforzi aggiuntivi che non cambiano la nostra strategia di finanza pubblica.

Gli importi che verranno erogati tramite il Dl Ristori sono significativi, ha aggiunto il ministro dell’Economia. “L’importo medio per i ristoranti fino a 400.000 euro di fatturato – ha detto a titolo esemplificativo – è di 5.173 euro”, per quelli fino a un milione di fatturato, 13.920 euro quelli fino a cinque milioni di fatturato e 25.000 euro per quelli oltre i cinque milioni. “Per sale da concerto e teatri l’importo per la fascia più bassa sarà circa 5.000 euro, per quella media di circa 13.900 euro” fino a 30.000 euro medi per i fatturati maggiori.

Il decreto ristori stanzia 2,4 miliardi per 460 mila soggetti, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli in conferenza stampa dopo il varo del provvedimento. Per i settori chiusi completamente come palestre, piscine, teatri, cinema, l’importo viene raddoppiato, ha aggiunto a proposito dei contributi a fondo perduto introdotti con il decreto ristori. Molti ristoranti – ha detto – sono aperti solo la sera, perdono molto più di metà del loro introito, anche per questi dopo il confronto con le categorie abbiamo deciso di applicare il coefficiente del 200%. Il 150% andrà a bar pasticcerie, gelaterie.

Per quanto riguarda le sale da concerto e teatri l’importo medio degli aiuti a fondo perduto per la fasciapiù bassa sarà di 5.000 euro, per la fascia media di 13.900, per la fascia alta di 30.000 euro. Si tratta di ristori significativi ma doverosi, che sapiamo avvengono in un contesto di una annata difficile per questi settori, che crediamo possano rappresentare un aiuto concreto e che sono fatti nel quadro delle risorse disponibili. Il decreto legge ristori prevede ”l’indennità per lavoratori dei settori dello spettacolo e del turismo; 2 mensilità di reddito d’emergenza e l’indennità per i lavoratori del settore dello sport e il sostegno allo sport dilettantistico.

Per tutte le imprese abbiamo garantito altre 6 settimane di cassa integrazione Covid-19 utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021 o, in alternativa, ulteriori 4 settimane di esonero contributivo. Al contempo, proroghiamo il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio, ha scritto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, dopo l’ok al decreto Ristori. Per le aziende interessate dal Dpcm è prevista la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori per il mese di novembre, fa sapere la ministra.  Nel decreto Ristori abbiamo previsto un’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo (inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato) nonché gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera, tra quelle categorie a cui la pandemia finora ha imposto i sacrifici più grandi e che senza il nostro intervento sarebbero rimasti privi di ogni sostegno. Inoltre, aggiunge Catalfo, nel decreto sono previste due nuove mensilità di Reddito di emergenza per i molti cittadini economicamente fragili e famiglie svantaggiate che stanno pagando un duro prezzo.

Fondo 400 mln a fiere internazionali cancellate – Un fondo da 400 milioni di euro per le fiere internazionali cancellate per la pandemia. E’ quanto prevede l’articolo 7 della bozza del dl ristori. Le risorse aggiuntive vanno ad incrementare il cosiddetto fondo 394 Simest dedicato ai finanziamenti agevolati. La disposizione prevede, ai commi 1 e 2, il rifinanziamento del fondo 394 e del fondo istituito dall’art. 72 del decreto-legge n. 18 del 2020 e volto ad erogare cofinanziamenti a fondo perduto alle imprese esportatrici che ottengono finanziamenti agevolati a valere sul predetto fondo 394, si legge nella relazione tecnica del testo dell’articolo.

Altri 400 mln a guide e agenzie di viaggio – Arrivano altri 400 milioni per il sostegno agli operatori turistici, dalle agenzie di viaggio e i tour operator alle guide e gli accompagnatori turistici. Lo prevede la bozza del decreto Ristori, approvato dal Consiglio dei ministri. Altri 100 milioni andranno al Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali: le risorse aggiuntive andranno in particolare al ristoro delle perdite subite dal settore relative alla organizzazione di fiere e congressi.

Tetto a 150mila euro, non a chi ha già chiuso – Il nuovo contributo a fondo perduto andrà “a tutti gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive”, senza limiti di fatturato (quindi anche a chi supera i 5 milioni) e avrà un tetto massimo di 150mila euro. Lo prevede la bozza del decreto Ristori, approvato dal Consiglio dei ministri. Nel testo si precisa che chi non ha chiesto il contributo a fondo perduto nell’edizione prevista con il decreto Rilancio dovrà fare apposita domanda: saranno esclusi dal ristoro i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre o quelli che hanno già cessato l’attività prima di questa data. L’Agenzia delle entrare riaprirà l’apposito canale web per consentire di presentare le nuove istanze e calcolare il contributo, sulla base degli stessi parametri utilizzati per chi lo aveva già ricevuto in precedenza (cioè una percentuale sul calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019). Le quote saranno differenziate per settore economico individuato in base ai codici Ateco. Per chi ha già ricevuto il contributo in estate il ristoro sarà corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.

A novembre 800 euro a precari settore sport – Per il mese di novembre 2020, è erogata dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 124 milioni di euro per l’anno 2020, un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche. E’ quanto prevede l’articolo 16 della bozza del decreto ristori. L’articolo 3, inoltre, istituisce il Fondo per il sostegno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche” nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 ed è destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche penalizzate.

Per tutte le imprese abbiamo garantito altre 6 settimane di cassa integrazione Covid-19 utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021 o, in alternativa, ulteriori 4 settimane di esonero contributivo. Al contempo, proroghiamo il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio, ha scritto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, dopo l’ok al decreto Ristori. Per le aziende interessate dal Dpcm è prevista la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori per il mese di novembre, fa sapere la ministra.  Nel decreto Ristori abbiamo previsto un’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo (inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato) nonché gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera, tra quelle categorie a cui la pandemia finora ha imposto i sacrifici più grandi e che senza il nostro intervento sarebbero rimasti privi di ogni sostegno. Inoltre, aggiunge Catalfo, nel decreto sono previste due nuove mensilità di Reddito di emergenza per i molti cittadini economicamente fragili e famiglie svantaggiate che stanno pagando un duro prezzo.

Ci sono anche i tassisti e i titolari di noleggio con conducente tra le categorie destinatarie dei ristori stanziati dal Governo nel Decreto approvato oggi a sostegno delle attività chiuse o danneggiate dalle ultime misure anti Covid: così la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli al termine del Consiglio dei ministri. Taxi e Ncc hanno giustamente rappresentato in un incontro presso il Mit che l’attività, se pure non sospesa, lo sarà di fatto dopo le 18, considerate le chiusure del dpcm. Potranno così usufruire di un indennizzo pari al 100 % di quanto hanno ottenuto con il dl Rilancio dell’aprile scorso. Le risorse – conclude – saranno erogate direttamente sui conti correnti.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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